Adocchio due statuine di cavalli, su un secretaire: minuscole testoline su corpi possenti e gonfi, come cavalli da tiro. Sono africane? Etrusche?
"Sono formaggi, me li mandano dalla Calabria."
"Si direbbe arenaria."
"Piu' si scende a sud piu' i cibi somigliano alla pietra o al legno morto. E' inevitabile: devono essere conservati a lungo. Guardi questo salame."
Pare un ceppo; ma la fetta, brillante, dura, dai profili taglienti, somiglia al quarzo nero.
I cavalli stanno ai lati di una statuetta votiva. Sembra di una pietra piu' firabile del latte scolpito di cui sono fatti i cavalli. I contadini nel Sud ne dissotterrano spesso; le danno ai bambini. Una ragazzina giocava alle bambole con questa dea, fasciata di stracci.
(...)
Quel grasso Giovin signore olivastro ha una cartella di cuoio; ieri ha letto sulla "Fiera Letteraria": "Salvare la cultura. Il problema n.1 per il pensatore contemporaneo". Ho letto l'articolo. L'approccio mi fa ridere: la cultura non si salva, si fa. Ma bisognerebbe tradurre: il problema n.1 per l'italiano e' la salvezza dell'industria nazionale: il turismo. In quale forma rendere la pietra digeribile per questi nuovi stomaci? Il problema e': vendere il passato in cambio di dollari a persone che del passato se ne infischiano. Ah! so ben io quel che si deve fare, che finiranno per fare, gia' ci hanno messo mano: ricostruire una bella citta' leggera e nuova, americana, con vie dritte e parchi; conservare soltanto l'essenziale, in squares fioritissimi - pochi monumenti esemplari, una campionatura ben fatta. I Fori Imperiali sono un doppione del Foro Romano: tenere uno dei due. Abbattere le terme di Diocleziano perche' quelle di Caracalla son meglio conservate; salvare il Colosseo ma sacrificare il Teatro di Marcello. Mettere bene in mostra i sette colli e numerarli: ho visto degli australiani che volevano essere rimborsati perche' ne avevano visti solo sei. Registrare un discorso del papa e fare in modo che si avvii quando si spinge la porta di San Pietro; costruire in cima a Monte Mario un diorama gigantesco che riproduca la Roma antica; mettere a disposizione del turista, a qualunque ora del giorno e della notte, aerei ed elicotteri, per fargli vedere la citta' dall'alto. Ma soprattutto sterilizzare, disinfettare, deodorare; piombare i denti bucati che si ergono verso il cielo, estrarre i vecchi mozziconi, mettere corone e ponti; insomma, dare l'impressione che questa vecchia mandibola possa ancora servire. I nuovi turisti hanno, inchiavardato in fondo al cuore, l'orrore della morte, come prima cosa queste ossa nel deserto non debbono ricordare che si muore. E poiche' la morte quaggiu' e' un commiato familiare, un evento mondano, gli italiani facciano di Roma un "funeral parlour". Mettete i ruderi nel raso, nella seta; infilate queste consderevoli praline in una citta' bomboniera. Gli europei venivano a vagheggiare la propria morte nel Colosseo. Ma gli europei non hanno piu' denaro, e i turisti di oggi mancano del senso della morte. Bisogna trovare nuovi motivi per far amare le rovine - o morire. A Forest Lawn hanno trovato il modo di utilizzare l'antico:Apolli e Diane sostituiscono sulle tombe gli angeli, licenziati perche', visti da Los Angeles, i morti antichi sono molto meno morti dei morti cristiani; per meta' sono passati nell'immaginario; e cosi' viene allontanata l'idea scortese del giudizio e dell'inferno. Ma i ruderi di quest'altra costa atlantica devono smetterla di voler dare il brivido sacro dinanzi alla morte. La loro ostinazione rischia di lasciar disoccupate centinaia di migliaia di statue, stele e capitelli. Queste colonne dopo tutto sono state fatte in serie: con quale diritto pretendono la singolarita'? E' il caso che ha reso questa (citta') unica al mondo: unica come un gobbo sciancato e senza gambe; l'hanno lasciata perdere. Insomma: e' la morte che la rende inimitabile; si salvo', bruciaticcia e piena di crepe, dall'incendio di un tempio. Il tempio morto le sta ancora intorno. Insomma: essa per noi riflette le nozze del Singolare con la Morte, unione tanto cristiana che giustamente gli amerlocchi nascondono quanto possono, ma che noi cristiani d'Europa adoriamo. (...)
Questi ruderi non li si sa piu' fare e, per dirla tutta, non si sa ne mai si sapra' fare dei ruderi. Ma non ditelo. Non ditegli che non si potra' mai ricostruire il tempio di Giove Capitolino: il segreto si e' perduto per sempre, ed egli potrebbe scorgere l'irreparabile e impaurirsi. Incoraggiatelo a credere che i ruderi siano il prodotto di una florida industria. Risponderete che probabilmente ne e' gia' anche troppo convinto, e che ci sono fabbriche di colonne corinzie nel Massachusetts. Allora persuadetelo che si tratta di prototipi. Fatelo passeggiare fra le pietre e le tombe come in una mostra di architettura, per dare un'occhiata ai modellini che gli suggeriranno idee per la casa di campagna: colonna di Foca, perfetta, che dimensioni, 55 piedi, dovro' ridurla a 35, ne mettero' una a destra e una a sinistra della porta della mia casa coloniale. L'antico e' lo stile coloniale, lo so. Il turismo parte dall'idea che la morte e' una perdita secca, e che, con una pia meditazione, si puo' misurarne l'estensione. La morte, l'oblio, le pene d'amor perdute, le occasioni mancate, ecco il pane quotidiano del turista. Il turismo e' un fiore del Male. Ma questi Abele biondi, incappati nell'odio di un solo Caino, non credono al Male. Se credete che i nostri nonni abbiano avuto passioni e gioie che ne' noi ne' i nostri figli conosceremo piu', siete un potenziale cliente dell'Italia. Ma se credete che il Bordeaux di oggi sia migliore di quello del 1780, e che del resto a quel tempo non esisteva la denominazione d'origine controllata; se credete che io possa godere di tutti i sapori goduti da loro, e che loro oltretutto non potevano viaggiare in aereo, allora fate torto all'azienda Italia.ntesco che riproduca la Roma antica; mettere a disposizione e ponti; insomma, dare l'impressione che questa vecchia mandibola possa ancora servire.