venerdì 25 maggio 2012

la ricchezza del luogo

nodi concettuali
21-24 gennaio 1999

Affermazione di premessa: c'e' bisogno della tv, la tv-tv. Intendo quella che sta accesa in tutte le case a tutte le ore, quella che toglie il sonno, che fa acquistare l'inserto con i programmi televisivi, quella che finisce 'vista e recensita' sui giornali.

E poi: c'e 'di nuovo' bisogno della tv.

Da un lato la tv prosegue nel suo processo tecnico-evolutivo: tv digitale, tv on demand e con operazioni decise a tavolino per interesse - e, in quanto a questo, astratte: si interpretano le esigenze del pubblico, le si tenta di prevedere, prevenire, si tenta di recuperare il pubblico che si perde, si e' perso; ci si ricicla per non perdere potere; dall'altro, quando la tv (cioe' l'apparato televisivo tradizionale) si sporge su internet si parla di broadscast su Internet, si frequentano luoghi di produzione di senso non gia' per curiosita' e spirito pionieristico ma per obbedire a interessi.
Entrambe le dinamiche sono mosse da motivi diversi dalla partecipazione attiva a una realta' o a fatti capaci di assumere significato e importanza (che e' poi attivita' non separata dal tornaconto economico individuale e/o sociale e cioe' un'attivita' che e' un buon genere di esercizio etico). Per semplificare: quando la tv (l'apparato televisivo in Italia come altrove) si sporge verso luoghi di produzione di senso, sia che lo faccia dal media TV, sia che lo faccia, come media TV, da Internet, essa lo fa come ci si accoltella, come ci si ammazza: con cattiveria con prepotenza con ottusita', con la timidezza dei codardi, aggiungo, senza la stella della visionarieta'.

Esistono, certamente, alcuni esempi 'luccianti' che vedono la luce incidentalmente, ma per il resto non si sono visti altro che patetici tentativi di approccio miseramente falliti: condimenti.

Matrimonio dei media 'confusione' di media (di luoghi, di linguaggi, di interessi) non s'e' ancora visto: ce n'e' bisogno come del pensiero, dei sensi, del pane (nell'ordine), invece. Con-fusione, certo: una fusione-insieme; ma anche confusione come disordine, scompiglio, tumulto. Perche'? Non lo so. Forse perche' la tv non dice niente o quasi, non 'riesce' a dire niente o quasi e questo quasi-niente fa male: uomini muoiono per cio' che la' non trovano e per cio che la' trovano (letteralmente). Confusione e' cio' di cui e' fatta Internet e che servirebbe tanto alla TV,e , in quanto a questo, agli uomini.

Partiamo dall'assunto che si voglia essere un media (nel nostro caso con la vocazione di restituire il mondo alla poesia/la poesia al mondo - senza giochi di parole) sebbene si voglia, al limite, che sia un media che si fa gli sgambetti, che inciampa, che si sottrae dall' esercitare il potere (foss'anche solo attraverso la parola)
Un media cosi' non lo si fa fare nessuno, no? La TV italiana no di certo. E' una tv che scoppia di burocrazia , di nepotismi, di ricatti tecnologici e di meri interessi personali, non ci darebbero spazio nemmeno se avessimo in mente l'idea piu' bella del mondo: e' ovvio.

Del resto quel che interessa e' la ricchezza del luogo internet: la ricchezza di vita (espressione, creativita') che vi circola e la ricchezza di possibilita', per noi, di essere media (svincolati da quei vincoli castratori di cui abbiamo gia' parlato) : nuovo media, largo, illimitato, esteso, diffuso. Ma questo - e vengo all'affermazione iniziale - non ci basta. Non ci basta non perche' siamo voraci (o forse si'), ma perche' 'contare' per un solo media non ci basta. E non ci basta perche' la Tv rimarrebbe orfana di internet, internet della Tv. La Tv e' in agonia e usa Internet coma ancella (quando va bene) . La TV non si lascia suggerire nulla da Internet, non la usa come centralina di regia, come mixer, non si lascia 'con-fondere' dalla sua anima digitale e leggera. Internet rimane orfana della tv se la tv non opera una trasformazione amorosa di Interne, se non l'accoglie senza depredarla. si delineano, come vedi, tre luoghi in cui sperimentare la scrittura che non ha linguaggi se non in prestito: tre luoghi di scrittura. 1. scrivere la tv con internet 2. scrivere internet con la tv 3.scrivere il luogo che sta tra le due, come risultante. Questo e' compito duro perche' dobbiamo tenere d'occhio la pagina schermica della Tv e la pagina schermica del monitor-internet: non dobbiamo accasarci in nessuna delle due (anche se le stiamo 'scrivendo' con concentrazione): dobbiamo frequentare la zona di limite tra le due. Rendere visibile il momento in cui la tv deborda su internet e internet sulla tv perche' li' si e' aperto un varco; e da quel punto si puo' cominciare a scrivere di nuovo. correlati oggettivi 1. il banco di regia impara da internet gli strumenti leggeri del digitale: archiviazione leggera , strumenti di ricerca personalizzati e attuabili da remoto (il palinsento fatto dagli altri sparsi per il mondo: italiani all'estero, artisti all'estero); intercetta cio' che di televisivo produce internet. Si dovrebbe poter contare su una postazione che va in onda (in tv in determinati momenti) con questa presenza forte di Internet. 2. fare trasmissioni in diretta audio e video su internet (con interazioni testuali e video e voce su internet ) organizzare eventi (tipo il rave) per cui, essendo i costi inferiori a quelli di una esterna televisiva, c'e' piu' agilita', si possono raggiungere un numero maggiore di eventi, anche piu' pop, eccetera; puo' ospitare eventi che sfruttano oggetti di interattivita' impossibili in tv. Questo materiale e' una archiviazione leggera, on line (sempre disponibile), collegata alla regia della televisione (in modalita' internet, per capirci, cioe' con la facilita' di consultazione che da questa genera) che la puo' mandare in onda usando il clic di un mouse che attivano macchine potenti e leggere come i cgi o i javascript, eccetera. 3.questa intensa attivita' di scrittura su due pagine complesse come quella schermica della Tv e quella schermica di Internet genera una con-fusione (nei due sensi cui accennavo sopra) di cui non e' giusto qui tentare di definire dei correlati oggettivi . L'unico sviluppo che si puo' tentare di definire e' una rinnovata circolazione di linguaggi e di contenuti.