Pound Ezra
Rose rampicanti. Appunti di viaggio nelle terre dei trovatori
Dom, 27/12/2009 - 13:55 — franchi
Nuova, stuzzicante primizia delle adorabili edizioni Via del Vento
da Pistoia: frammenti d'un taccuino di viaggio di Ezra Pound, inediti
in Italia. Introduce Francesco Cappellini, curatore dell'opera: “Nel
1992 esce in America, a cura di Richard Sieburth, 'A Walking Tour in
Southern France – Ezra Pound among the Troubadors', fedele trascrizione
del taccuino di viaggio di un Pound ventisettenne alle prese con uno
strenuo trekking nella terra d'origine della poesia provenzale, e
quindi, secondo il suo pensiero, della poesia moderna tout court. Se ne
ripropongono qui, inediti in Italia, alcuni estratti” (p. 28).
1912. Pound arriva a
Parigi da Londra, “con l'intenzione di ripercorrere a piedi, in una
settimana, le strade dei più grandi trovatori, vedere i loro castelli,
respirare la loro aria. (…). Cammina trenta, quaranta chilometri al
giorno, intervallati da alcuni tratti in treno (…). Nell'arco di tre
settimane, alla fine, i chilometri percorsi saranno stati quasi mille,
la metà dei quali a piedi” (p. 30).
Ecco cosa trascrive. A
Poitiers s'emoziona per l'incontro con la città-madre dei trovatori,
perché “fu proprio dall'Aquitania o, se volete, da Limoges, che il canto
ancora si levò, e fu proprio questo conte Guillaume che fissò in versi
l'incanto di questa regione” (p. 3). Chiunque abbia qualcosa da ridire
sull'arte del Trobar è uno stolto, “proprio come se qualcuno trovasse da
ridire sul crescere delle rose attorno a un pergolato”.
Ad Aubeterre s'innamora del paesaggio, e scrive come dipingendolo, stupito di non averne trovato traccia in nessuna razo; a Ribérac, scopre un carro come quello di Venere nel Roman de la Rose; a Periguex, scopre cupole e una torre degne di San Marco, e tutto a un tratto ecco dei volti:
“Le facce della folla
sono allegre e semplici, sono primitive, quasi euforiche, diffidenti
verso gli stranieri, inclini piuttosto al timore, e vicino al tamburo
una compagnia danza in lunghe camicie che arrivano ai ginocchi” (p. 7).
Ad Altaforte
s'immalinconisce al pensiero che quelle rovine e quella bellezza
raccontino che tutto ormai è perduto; e non vuole cedere alla nostalgia,
perché è il vizio dei poeti, la nostalgia. A Chalus medita sulla
necessaria empatia per leggere i versi dei trovatori, spiegando che
vanno pensati cantati da uomini “per i quali quelle stesse condizioni
(del tempo) accompagnavano necessariamente ogni azione e godimento” (p.
10); questo spinge a capire il senso di tutte le introduzioni relative
alle condizioni atmosferiche.
S'addentra in un
Colosseo di colline e Foix si trova alla sue spalle, in una luce
diafana; quindi avanza per le strade, meditando sulla nobiltà del
pellegrinaggio e sulla stupidità dell'andare semplicemente per montagne
(“moda ossianica”).
Arles: “Qui la Poesia
non è davvero una faccenda artistica, ma parte della vita stessa. Quasi
come, potremmo dire, le decorazioni di una casa” (p. 18); e Pound va
per le rovine Romane, e si abbandona a fantasie e congetture sulla loro
antica struttura. Infine, a Beaucaire si sofferma sulla natura della
memoria, e sulle cose che “ci abitano dentro sotto forma di periodici
ritorni”, e sul significato del “ciclo dei ritorni”. Purtroppo qui
termina la piccola edizione di Via del Vento, curata da Cappellini,
lasciandoci un desiderio vivo di poter consultare, presto, l'edizione
italiana completa di questi appunti di viaggio.
Grazie, intanto, per questo delizioso, inatteso assaggio.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Ezra Weston Loomis
Pound (Hailey, 30 ottobre 1885 – Venezia, 1 novembre 1972), poeta e
scrittore americano, artefice del Modernismo.
Ezra Pound, “Rose rampicanti. Appunti di viaggio nelle terre dei trovatori”, Via del Vento, Pistoia 2008. A cura di Francesco Cappellini. Tiratura limitata (2000 copie). pag. 36, ISBN 978–88–6226–014–5. Euro 4,00
Prima edizione: “A Walking Tour in Southern France – Ezra Pound among the Troubadors”, 1992.
Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Dicembre 2009.