martedì 31 gennaio 2012

le arti sono nobili

229 [Ars poetica, Ezra Pound]

suoi auguri per il mio lavoro esotico e termina con una sorta disfida: »Per me non esiste nulla, letteralmente nulla, al di fuori dell’America.»
Questo scrittore non è l’unico ad avere questo sentimento e non é l’unico ad avere fede nel domani. Questo sentimento e questa fede sono le nostre forze motrici, e quanto alla loro ap-
plicazione noi possiamo forse attuarla meglio facendo l’inventario di ciò che abbiamo ed escogitando delle misure pratiche.
E dobbiamo farlo senza orgoglio, e senza spirito parrocchiale; non potremmo ingannare altri che noi stessi. Non si tratta di far paura agli altri, si tratta di renderci fattivi. Dobbiamo impa rare ciò che si puo imparare dal passato, dobbiamo assimilare ciò che le altre nazioni hanno fatto con successo in simili circostanze, dobbiamo meditare sul come l’hanno fatto.

 
Abbiamo, per cominciare, l’architettura, la prima delle arti ad apparire, la più materiale, quella che meno si fonda sul bisogno interiore dell’uomo povero: poiché le arti sono nobili
 solo in quanto rispondono ai bisogni interiori dei poveri. Bach é patrimonio di tutti, Omero e patrimonio di tutti: solo che si abbia orecchio e pazienza di leggere o di udire. Pittura e scultura sono patrimonio di tutti in un dato posto, o di tutti coloro che hanno denaro per viaggiare.
E l’architettura viene per prima, poiché è il ramo più bello della pubblicità, pubblicità di qualche divinita di successo o di qualche imperatore o di qualche uomo d’affari: bisogno materiale più esibizione. Ad ogni buon conto abbiamo gia l’architettura, l’unica architettura del nostro tempo. E non mi riferisco alle nostre copie di edifici antichi, per quanto siano graziose e amabili; intendo le nostre proprie creazioni, i nostri edifici per uffici che sembrano più grandi campanili, e così via.

  
E abbiamo, o cominciamo ad avere, delle collezioni. Abbiamo avuto almeno uno studioso in Ernest Fenollosa, e un mecenate in Mr. Freer. Voglio dire che almeno questi due uomini
 hanno lavorato come i grandi ricercatori e collezionisti italiani del Quattrocento lavorarono e raccolsero. Ma per lo più l’America, dalla Casa Bianca alle fognature, è tuttora dominata da un odio
»puritano» verso tutto ciò che rimane al di là della sua capacità di capire.
Così è alla minoranza di coloro che lottano che io parlo, ad i una minoranza che fino ad oggi e stata man mano cacciata dalla propria terra. Noi abbiamo tenuto d’occhio finora le forze

ezra giovane

Pound Ezra


Rose rampicanti. Appunti di viaggio nelle terre dei trovatori



Nuova, stuzzicante primizia delle adorabili edizioni Via del Vento da Pistoia: frammenti d'un taccuino di viaggio di Ezra Pound, inediti in Italia. Introduce Francesco Cappellini, curatore dell'opera: “Nel 1992 esce in America, a cura di Richard Sieburth, 'A Walking Tour in Southern France – Ezra Pound among the Troubadors', fedele trascrizione del taccuino di viaggio di un Pound ventisettenne alle prese con uno strenuo trekking nella terra d'origine della poesia provenzale, e quindi, secondo il suo pensiero, della poesia moderna tout court. Se ne ripropongono qui, inediti in Italia, alcuni estratti” (p. 28).

1912. Pound arriva a Parigi da Londra, “con l'intenzione di ripercorrere a piedi, in una settimana, le strade dei più grandi trovatori, vedere i loro castelli, respirare la loro aria. (…). Cammina trenta, quaranta chilometri al giorno, intervallati da alcuni tratti in treno (…). Nell'arco di tre settimane, alla fine, i chilometri percorsi saranno stati quasi mille, la metà dei quali a piedi” (p. 30).

Ecco cosa trascrive. A Poitiers s'emoziona per l'incontro con la città-madre dei trovatori, perché “fu proprio dall'Aquitania o, se volete, da Limoges, che il canto ancora si levò, e fu proprio questo conte Guillaume che fissò in versi l'incanto di questa regione” (p. 3). Chiunque abbia qualcosa da ridire sull'arte del Trobar è uno stolto, “proprio come se qualcuno trovasse da ridire sul crescere delle rose attorno a un pergolato”.

Ad Aubeterre s'innamora del paesaggio, e scrive come dipingendolo, stupito di non averne trovato traccia in nessuna razo; a Ribérac, scopre un carro come quello di Venere nel Roman de la Rose; a Periguex, scopre cupole e una torre degne di San Marco, e tutto a un tratto ecco dei volti:

“Le facce della folla sono allegre e semplici, sono primitive, quasi euforiche, diffidenti verso gli stranieri, inclini piuttosto al timore, e vicino al tamburo una compagnia danza in lunghe camicie che arrivano ai ginocchi” (p. 7).

Ad Altaforte s'immalinconisce al pensiero che quelle rovine e quella bellezza raccontino che tutto ormai è perduto; e non vuole cedere alla nostalgia, perché è il vizio dei poeti, la nostalgia. A Chalus medita sulla necessaria empatia per leggere i versi dei trovatori, spiegando che vanno pensati cantati da uomini “per i quali quelle stesse condizioni (del tempo) accompagnavano necessariamente ogni azione e godimento” (p. 10); questo spinge a capire il senso di tutte le introduzioni relative alle condizioni atmosferiche.

S'addentra in un Colosseo di colline e Foix si trova alla sue spalle, in una luce diafana; quindi avanza per le strade, meditando sulla nobiltà del pellegrinaggio e sulla stupidità dell'andare semplicemente per montagne (“moda ossianica”).

Arles: “Qui la Poesia non è davvero una faccenda artistica, ma parte della vita stessa. Quasi come, potremmo dire, le decorazioni di una casa” (p. 18); e Pound va per le rovine Romane, e si abbandona a fantasie e congetture sulla loro antica struttura. Infine, a Beaucaire si sofferma sulla natura della memoria, e sulle cose che “ci abitano dentro sotto forma di periodici ritorni”, e sul significato del “ciclo dei ritorni”. Purtroppo qui termina la piccola edizione di Via del Vento, curata da Cappellini, lasciandoci un desiderio vivo di poter consultare, presto, l'edizione italiana completa di questi appunti di viaggio.

Grazie, intanto, per questo delizioso, inatteso assaggio.


EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE


Ezra Weston Loomis Pound (Hailey, 30 ottobre 1885 – Venezia, 1 novembre 1972), poeta e scrittore americano, artefice del Modernismo.

Ezra Pound, “Rose rampicanti. Appunti di viaggio nelle terre dei trovatori”, Via del Vento, Pistoia 2008. A cura di Francesco Cappellini. Tiratura limitata (2000 copie). pag. 36, ISBN 978–88–6226–014–5. Euro 4,00

Prima edizione: “A Walking Tour in Southern France – Ezra Pound among the Troubadors”, 1992. 

Approfondimento in rete: Wiki IT / EPC / Modern American Poetry

In Lankelot: Pound Ezra - Ars Poetica - nic

Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Dicembre 2009.

  1. http://www.claudiomutti.com/index.php?url=6&id_news=110
  2. http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/weil/donna.htm

lunedì 30 gennaio 2012

alessia flute at videor


alessia flute
Stiamo generando il suo archivio personale. Le manderemo una mail quando è pronto.
Cosa c'è nel suo archivio?

n-book

Memoria
L'età
Perdita di relazioni con cui condivide cercare il punto di vista condiviso
Portare con sè una tavoletta?

[loosetv] Voip Door Station


Mobotix, videocitofono gestito via Internet


Ambasciate, aeroporti, stazioni ferroviarie, porti, distributori di benzina, hotel, autostrade: centinaia di migliaia di sistemi video Mobotix sono oggi utilizzati in tutto il mondo, tant’è che l’azienda ha conquistato il secondo posto in Europa e si posiziona in quarta posizione a livello mondiale in termini di market share (fonte IMS Research), con un giro d’affari di 35,3 milioni di euro nell’anno fiscale 20072008 e un incremento di fatturato del 37% nel terzo trimestre del fiscal year in corso.
Ma le telecamere IP per la videosorveglianza non sono più il solo business della società tedesca che, mettendo a frutto la sua esperienza nel settore, ha recentemente "debuttato" con un dispositivo particolare, la Voip Door Station. Ha l’aspetto di un videocitofono, ma in realtà è un sistema molto più complesso: è basato sullo standard internazionale VoIP/SIP per la videotelefonia e può essere collegato all’interno di una rete domestica per l’interazione con una serie di altre apparecchiature di uso comune. Infatti, nel momento in cui qualcuno suona il campanello, via rete viene instaurata una connessione con un videotelefono o un pc e, mediante una telecamera da 3,1 megapixel dotata di ottica emisferica, è possibile osservare l'intera scena che si svolge davanti all'ingresso. Questo sia da casa (dal pc, da telefono VoIP, da schermo domotico) sia dall’esterno (da telefono VoIP, da cellulare o smartphone, da computer), così è possibile comunicare con la persona che ha suonato al videocitofono oppure compiere azioni "meccaniche" come aprire il portone.
Ma non è tutto. Il dispositivo consente anche di far registrare un messaggio alla persona che ha suonato, con la possibilità di essere poi visionato al rientro a casa, da pc o da schermo domotico. Voip Door Station sarà disponibile a breve presso tutti i rivenditori e distributori Mobotix tradizionali e il prezzo varierà in base agli impianti installati in casa, al livello di personalizzazione richiesto e ai servizi che si vogliono attivare.
Nell’ambito dei sistemi video IP ad alta risoluzione Mobotix ha presentato la nuova telecamera emisferica Q24M con microprocessore ancora più potente che consente un frame rate doppio rispetto al modello precedente (Q22M). Infatti è possibile trasmettere immagini da 3,1 megapixel con un frame rate di 20 immagini al secondo. La combinazione del sensore ad alta risoluzione, l’ottica emisferica e il DVR interno (con memoria fino a 32 GB) consente di sorvegliare un ambiente con una sola telecamera, registrando una sequenza video ad alta risoluzione all’interno della videocamera stessa. Inoltre l'alloggiamento, resistente a qualsiasi tipo di agente atmosferico, ne consente l'utilizzo all'aperto. Il modello Q24M Basic costa 598 euro (Iva esclusa), mentre la versione Secure (con microSD da 4 GB) ha un prezzo di 798 euro. MARIA LUISA ROMITI

www.videor.com/icranet/eclisse [1999]


 Le eclissi totali di sole hanno suscitato da sempre stupore e curiosità insieme anche a timore.In una chiave di lettura multidisciplinare si mettono in evidenza alcuni luoghi espressivi dove l'uomo nella storia ha trasmesso l'emozione unica di questo fenomeno. 
 Nei miti, nelle rappresentazioni artistiche e letterarie talora si trovano indizi dei testimonianze oculari.
 Mi soffermerò sull'oscurità durante il Venerdì Santo che nel Vangelo di Luca viene attribuita ad un'eclissi: duemila anni di studi esegetici testimoniano l'interesse destato dall'argomento nel corso della storia. 
 Nella seconda parte il centro dell'attenzione si sposta sul rapporto con eclissi dell'uomo di fine millennio. 
 Passo dall'approccio della scienza a quello "polimediatico" del più potente dei mezzi di comunicazione: la televisione digitale.Sono anche questi tentativi di fissare nella memoria ed attualizzare le impressioni trasmesse ai sensi interiori e a quelli esteriori dal massimo evento naturale.
 Si presenterà ufficialmente un sito internet:
http://www.videor.com/icranet/eclisse/
dove grazie alla tecnologia digitale ed ad una redazione telematica di nuovo profilo, è possibile rivivere l'evento come protagonisti. In questo sito il vecchio schema della galleria fotografica digitalizzata e della sistemazione ipertestuale viene definitivamente abbandonato lasciando alla potenza creativa della fantasia tutte le possibilità offerte dalla tecnologia.

sabato 21 gennaio 2012

perniola sex appeal

IO6  IL SEX APPEAL DELL'INORGANICO

   
            Viaggiare, attraversare, transitare, percorrere,
    esplorare, penetrare: l'esperienza contemporanea dello
    spazio si configura su un modello dinamico che lancia il
    soggetto fuori di sè nel territorio della sessualità neutra;
    tale modello lo trasforma in una cosa che sente, la quale
    indifferentemente può aggiungersi al contesto in cui si
    muove oppure ritrarsi da esso. Sono cos¡ sovvertite e
    messe da parte tutte le concezioni dello spazio, che
    mettono l'accento sull'abitare, sul dimorare, sul risiedere,
    e che pensano l'architettura con riferimento all'esperienza
    dell'interno in rapporto più o meno dialettico con
    l'esterno. Anche in quest'ambito s'impone e si afferma
    con prepotenza l'inorganicà di un modo di essere che
    sprofonda nel ridicolo e nel patetico tutte le buone
    intenzioni riguardo un'organizzazione architettonica del
    vivere che armonizzi forma e funzione, natura e cultura,
    campagna e città:
 l'organicismo che ha imperversato   nella riflessione 
sull'architettura fino agli anni Sessanta è

    stato per lo più un vitalismo umanistico invischiato in
    pseudo-opposizioni tra razionale e irrazionale, geometria
    e linea curva, composizione e spontaneità.
  
      Molto più lucidamente Schelling all'inizio dell'Ottocento   
     aveva considerato l'architettura come un'arte inor-
    ganica, una specie di musica irrigidita, pietrificata, con-
    creta e l'aveva compresa insieme al bassorilievo e alla
    scultura sotto la comune nozione di plastica. Ora la tesi che
    l'architettura faccia parte della plastica, ne fa a prima vista
    il prodotto dell'attività di un artefice che modella, foggia,
    plasma una materia per trarne una figura, ma induce an-
    che a pensare che questa figura non sia definitiva, stabile,
    perfetta, introduce cioè in essa un aspetto provvisorio,
    contingente, se non arbitrario: se l'architettura è plastica
    vuol dire che le sue forme non possono essere affatto pa-
    ragonate a forme intelligibili, quasi eterne e immutabili
    analoghe alle idee platoniche, ma piuttosto a pieghe, a im-
    pronte, a flessioni. Non a caso Schelling avvicina l'archi-
    tettura alla sartoria e si chiede perchè i sarti non siano
    considerati al pari degli architetti per quanto egli stimi i
    secondi superiori rispetto ai primi, tuttavia sostiene che
    una parte cospicua della plastica è rappresentata dal
    panneggiamento e dall'abbigliamento, i quali possono es-
    sere considerati come la più perfetta e più bella architet-
    tura.

La definizione dell'architettura come plastica dell'i-
    norganico, a ben vedere, non esalta, ma attenua e riduce
    l'importanza dell'artista inteso come soggetto creatore
    avviciandolo all'artigiano; ma soprattutto concentra la
    nostra attenzione sull'opera architettonica intesa come
    formazione fisica non essenzialmente diversa dai rivesti-
    menti cornei di alcune specie animali (come i gusci dei
    molluschi o i tegumenti dei granchi) o dalle conformazio-
    ni geologiche della crosta terrestre.
L'architettura insom    ma esiste prima della costruzione,
dell'attivà umana che
    edifica, fabbrica, erige, e indipendentemente dal bisogno
    e dallo scopo utilitario; quasi si potrebbe dire che l'archi-
    tettura umana rappresenti l'elevazione a potenza di qual-
    cosa che è à dato a prescindere dall'uomo: intendiamoci
    però non perchè‚ fissato da leggi naturali immutabili, ma
    perchè‚ sagomatosi sulla base di eventi che non si può de-
    finire in altro modo che sessuali. Infatti Schelling sostie-
    ne che nella maggior parte delle specie animali l'istinto 
  artistico si manifesta come equivalente dell'istinto sessuale.

    Separare l'architettura dalla costruzione può sembrare
    a prima vista bizzarro, perchè‚ si pensa generalmente
    l'architettura sia qualcosa che si aggiunge alla costruzione,
      come un suo perfezionamento e abbellimento
    specie di sovrappiù, un'aggiunta non indispensabile.
    come più bizzarro è poi collegarla con la sessualità, come
    se entrare e uscire da un edificio, camminare in una strada
    percorrere un territorio fossero atti sessuali oppure meta
    fore di atti sessuali.
               Eppure è proprio la costruzione
    desessualizza l'architettura, perchè‚ blocca l'esperimento
    che conduce fuori di sé, concentra l'attenzione sulla
    numentalà dell'opera, abolisce il transito, lo scorrimen
    to, lo spostamento attraverso lo spazio: l'esperienza archi
    tettonica è una deriva, un trascinamento incontrollato
    attraverso il continuo mutare del quadro percettivo
  
    Lì continuamente c'è che si vede: essa è senza cornice
    meglio ha una cornice che si allarga da tutti i lati. E'
    per definizione incompiuta, ma non frammentaria,
    chè al contrario consente di sperimentare la continuità
    dello spazio, la mescolanza e l'intersecazione di tutte le
    cose tra loro, la porosà e tattilà del reale. Essa vede le
    superfici e i contorni come se appartenessero a un corpo
    si trova immersa nella penetrazione di uno spazio curvo
    privo di soluzioni di continutà, che è tutto consecutivo
    privo di vuoti; della sessualà dell'architettura è stata
    direttamente consapevole la poetica architettonica dell'e
    spressionismo, quando paragona le mura della casa all'
    epidermide del corpo umano, ma questo confronto
    orientato da una prospettiva organica e naturale che para
    gona le produzioni architettoniche al significato simi
    co delle conchiglie e delle stalattiti. Qui invece si tratta di
    una sessualità inorganica e artificiale che va ben (...)

   

giovedì 5 gennaio 2012

NOTeBOOK+

Ti bolle il capo, gli dicono / Lo stendono sull'albero a freddare 
You're hot they tell him / They stretch him on the Tree to cool
Niente eBook, gli dicono, ma lui non si rassegna, vuole collaborare. Gli eBook ormai ci sono, e tanto vale a resuscitare la vecchia anima del libro, la sua anima immortale? A forza di clic e di tap, le applicazioni rimpiazzano gli oggetti materiali, bisognerà pur fornire al nuovo oggetto una parvenza di concretezza palpabile, sposandolo ad una tavoletta - con cera e stilus, graphéion o graphiur, spixellata.

 ecco una webcam come un quadro fiammingo - e dunque balle! tutte balle Senza una tiritera magica, il contesto semantico che stabilisca le aspettative, un coniglio estratto da un cilindro non stupisce più nessuno; è solo una casualità bizzarra..


DOSSIER 2012 - ROOTIERS
[^] dear pound
[*] Risultati tradotti dall'inglese per la ricerca di: Ti bolle il capo, gli dicono / Lo stendono sull'albero a freddare (We bubble head, tell him / The stretch shaft to cool) 



martedì 3 gennaio 2012

Not eBook

DOSSIER 2012 - ROOTIERS un tablet che può rimanere in standby senza spegnersi per ore, ha le funzioni del pc (memoria copia/incolla elaborazione ..) ed è disponibile come un blocknotes di carta.

non è ancora precisamente una calligrafia,ma può essere un not-e-book duttile e molto fisico. amore e tipografia, come deamicisiano  indiscreto e rassicurante rapporto voyeristico tra attore e spettatore.

not-e-book

Ritorniamo al Quaderno ToolBook del Potame Busento, cioè all'inizio di questi ventanni che hanno cambiato il mondo. Ora il fare rete è realizzato, almeno in Internet. 

Resta da attuarlo oggi più propriamente, in un soggetto autonomo, quanto il Quaderno allora, recuperandone la natura tangibile, le stesse capacità di scrittura, di pubblicazione e di comunicazione,  la sua economia consolidata: con il pc al colmo dell' affermazione, i dischetti ne costituivano una solida economia diffusa di base. 


Per cominciare, il  tablet,  in  un riequilibrio tra le persone e la loro impronta digitale.
Un quaderno d'appunti.


Il not-e-book può servire a raccogliere e fissare il lavoro di più persone, la community, in una forma stabile, quanto basta.
Un CMS che fornisce materia, scrive un libro digitale, momento per momento, giorno per giorno nel lavoro ordinario tanto da costituire un'opera condivisa da consegnare agli altri cicli successivi. E così via.
Le nuove biblioteche nascono nel cuore del digitale, non sono che la loro naturale evoluzione. 

DOSSIER 2012 - ROOTIERS

Mondoailati, nel suo caos

_Uni[ET]: luglio 2007
Mondoailati, nel suo caos, sta "depensando" proprio quegli impossibili. Non ho tempo per un nuovo nick ma mi allineo volentieri. Cangiullo_mediocre ...
2007/07/albo-nazionale-degli-studenti-ciuccioni
Mercati come conversazioni: intangibili da valorizzare! — ComplexLab
mercati-come-conversazioni-intangibili-da-valorizzare/


Liberation Management ( titolo provvisorio )

Oggi vai per strada in città con l'auto-mobile e la comunicazione non ti segue, sta ferma lì e t'attende, a piè fermo. Stand up, sui marciapiedi, all'angolo, con le interdizioni dei finti dossi per i distratti, i semafori lampeggianti a colori, e i vigili urbani occhiuti e ammiccanti – e poi l'assicurazione sugli incidenti per gl'incauti, con i cantanti rock alla radio per l'intrattenimento.

La rivoluzione digitale porterà la comunicazione con sé. Gli Smart-Tag diffusi nell'ambiente e nel tuo casco o sul cruscotto, magari, e le Wireless-Tecnologies nell'aria: altro che paletti con cartelli a bordo strada e strisce per terra! Sarà diffusa come l'acqua per la terra e più oltre.

Una modalità nuova del pensiero, eppure così antica, si fa strada e palazzi, e non solo. Contiene pensieri marcianti e skylines affascinanti con la stessa natura sfuggente delle emozioni e la solidità contestuale di ragioni varie dello spazio e del tempo.

Proprio quando la nebulosa digitale ci avvolge porta un'acqua chiara alla coscienza e la pratica dei linguaggi muove l'uomo solo al mondo e lo conduce qui accanto.

Qualcosa che da sempre è dominio dei versi si porta altrove, appunto. Nel software ora si succedono righe diverse che portano un pensiero a dipanarsi, ma è la stessa emozione di sempre che ci sorprende, come viene all'occhio una mappa che racconta e inventa. Un hacker si muove nel suo testo e si sposta nell'altrove fisico del contesto. Scrive, elenca, scorre la lista e nella pagina luccicante ordina il mondo a suo piacimento, in tempo per l'accesso; e se non c'è varco per il pensiero, non c'è passaggio per altro: quando s'insinua il dubbio come tutti smarrisce il senso, le righe affondano e si perdono, le porte si chiudono, le vene inaridiscono, le macchine girano e girano, ma è il vuoto lo stesso.

Sono retoriche verbo-algo-ritmiche con i loro modi solo testo, sintesi programmabile di testo e contesto, con un paratesto abnorme data la molteplicità delle formule e dei processi in corso.

La loro opera racconta di tutto, dalle strade percorse ai carichi in movimento, dice del motore ultimo che move l'universo (del discorso), ma è il metatesto che conta: il testo, le righe del software, le istruzioni, sono il film logico-visivo che si dipana come un treno in corsa che porta solo se stesso. Non c'è intenzione nell'hacker che vada oltre il suo detto, come una lama affilata che penetra nel meccanismo per raggiungere la meta, ma non è il chirurgo che cura, perchè il corpo cibernetico è nel pieno del pensiero tanto da confondersi con esso.

 Stefano Converso  -  10:02  -  Cerchie estese
Il Chaos Community Congress, Berlino appena terminato - vi dice qualcosa ex-MaL?
Welcome. We have recordings! See Documentation for details. OpenDoor.jpg. The 27th Chaos Communication Congress (27C3) is the annual four-day conference organized by the Chaos Computer Club (CCC). It ...
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3 commenti
Foto del profilo di orazio converso
orazio converso  -  mondoailati era sì una caos community ma, perlomeno, implementava quel caos costruttivo ed intelligente che aveva animato il linguaggio audivisivo di Videor: era un modo per fare una televisione partendo da un sito universitario, un viatico per acquisire informazioni partendo da inferenze caotiche quanto si voleva ma con una propria logica forte e tutt'altro che scontate (http://bananacampus.blogspot.com/2009/10/varo-varo-rendimi-le-mie-redazioni-vuoi.html?zx=4180ddbe3981020d)
Poi mondoailati è cambiato, la caos community si è trasferita su Elleboro (diventando "Bordell Community", a mio avviso). Tuttavia su Mondoailati potevi ancora trovare avvisi, link utili, email dei prof. Seppure, mancando la community, veniva meno il concetto di life sharing e sapere condiviso e quindi quella bella università che rende partecipe ognuno dei suoi studenti.
Saggezza vuole che "non si butti il bambino con l'acqua sporca".
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Varo varo rendimi le mie redazioni: il nuovo mondoailati
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17:49 (modificato)  -  Modifica   
Foto del profilo di many roots
many roots  -  E, in tutto questo, la community degli studenti che fine fa? In un corso di comunicazione veniamo ridotti a semplici utenti?

Una delle poche cose buone del nostro corso di laurea qualche anno fa era la Redazione, non solo per tutti i motivi che spesso mi piace ripetere (circolazione diretta delle informazioni da uno studente all'altro, community, importanza dello studente come persona e non solo come numero di matricola) ma anche perché attraverso l'accesso diretto al portale dell'università in qualità di "amministratore", "moderatore" e "utente" ( a volte tutte e tre le cose assieme) ognuno poteva imparare a utilizzare le nuove tecnologie in maniera sempre più dettagliata.

Si trattava di una cosa importantissima per un corso di laurea come questo perché permetteva di avere una padronanza delle tecnologie che si sarebbe rivelata utile nel mondo del lavoro, nonché di una svolta teorica assai lungimirante: ognuno era proprietario degli stessi mezzi di comunicazione attraverso i quali si informava Inoltre, non venivano a crearsi delle gerarchie di ruoli perché i ragazzi che facevano parte della redazione cambiavano continuamente (fatti salvi alcuni casi).

» Mr Blonde
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17:47   
Foto del profilo di many roots
many roots  -  http://elleboro.unical.it/?q=node/133
Sabato 8 marzo 08, Arcavacata.
Lunedì MondoAiLati-0308 cambia veste e chiude.

Era il momento di lasciarlo andare, questo è il destino di ogni valoroso, dulce et decor.
Qualcuno ha inteso il capovolgimento sostanziale del metodo di lavoro che proponeva ogni giorno?
Mondo parallelo chiamato al centro della vita dei corsi di laurea ha consentito di prospettare in questo ruolo privilegiato il cambiamento che si andava delineando nella comunicazione globale del social networking e delle comunità di utenti a vario titolo protagoniste del digitale in rete.

Anche Internet si fa da parte, è vero, annegata nelle reti che ha preconizzato e innervato con molta della sua tecnologia, ma non per questo muore. Internet ha vinto ed ora passa la mano, tutto qui. Tutte le reti del mondo hanno accettato di fatto che ci sia interconnessione e apertura alle applicazioni di tutti, il "mobile computing" farà il resto perchè la pervasività del digitale ed il suo debordamento sull'umano si realizzino appieno e si compia la rivoluzione telematica.

Da noi è il progetto ellEbOro ad assumere ora la prospettiva di questo cambiamento radicale. Si tratta di un ambiente di sviluppo, drupal, che viene assunto per accorciare la distanza tra comunicatori ed ingegneri, attraverso un "framework" virtuoso per lo sviluppo di sistemi aperti al protagonismo dell'utente emancipato. Una strategia didattica per l'università di massa, una ipotesi di soluzione del problema della rielaborazione del sapere.
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domenica 1 gennaio 2012

You're hot

un giorno durante l'eternità
arrivano certi tipi
e tra gli ultimi arrivati
ce n'è uno
una specie di falegname
di un certo posto per bene
come Galilea
e quello prende a lamentarsi
e a sostenere che lui conosce bene
chi ha fatto il cielo
e la terra
e che quel tale
che ci ha sistemato tanto bene
è il suo Papà

E per di più
egli aggiunge
E' tutto scritto
su un mucchio di pergamene
che certi miei colleghi
hanno nascosto da qualche parte intorno al Mar Morto
da tanto
e che non troverete nemmeno
tra un paio di mila anni o giù di lì
o almeno
per millenovecentoquarantasette anni
per essere precisi
e anche allora
nessuno crederà davvero a quelle cose
o quanto a questo
a me

Ti bolle il capo
gli dicono
E glielo freddano

Lo stendono sull'Albero a freddare
E da allora tutti quanti
stan sempre a costruire modellini
di quest'Albero
con Lui appeso
e canticchiando il suo nome
Gli dicono di scendere
e venire
nella loro banda
come se lui fosse il caporione
che dovesse dirigerli
e come se da soli non ce la facessero

Solo che lui non scende dall'Albero
Rimane appeso lassù
al suo Albero
e sembra proprio impietrito
completamente freddo
e secondo un panorama
delle ultime notizie del mondo
pervenute dalle solite fonti male informate
morto stecchito

DOSSIER 2012 - ROOTIERS 1gennaio2012

DOSSIER 2012 - ROOTIERS
la pubblicazione delle risposte:livelli
Francesco Cellini