lunedì 15 aprile 2013

Finchè c'è google c'è speranza

  Finchè c'è google c'è speranza

  L'Antitrust dell' UE-Sovietica non farà danni, «non praevalebunt» {(da intendersi: «[le porte degli Inferi Burocratici delle Caste] non prevarranno»; Matteo 16 ,17-19)..}

Samsung/Google




Google Nexus 10, la prova del tablet Full HD




Categoria: tablet 10” full touch
Sistema Operativo: Android 4.2
Produttore: Samsung/Google
Disponibilità: marzo 2013

Sono passati pochi mesi dall'uscita del Nexus 7, il mini tablet Android che per primo ha saputo veramente conquistare i cuori degli utenti. La formula vincente era la più banale ed efficace: prezzo concorrenziale e prestazioni al top. Ora la versione large vuole imporsi sui concorrenti di pari stazza giocando ancora su qualità ed economia. Ma l'arena dei 10” è molto affollata. 

Nexus 10, pensato da Google e costruito da Samsung, mostra chiaramente l'impronta dei due giganti della tecnologia: le linee del tablet prediligono le curve in modo simile a quanto visto negli ultimi Galaxy S, mentre la forma della tavoletta è ovaleggiante e poco convenzionale, con angoli fortemente arrotondati che permettono di reggere il Nexus in ogni situazione senza fastidi.

Ma se il nuovo tablet Google si lascia ammirare anche da spento, una volta acceso ti fa spalancare la bocca. Il display impacchetta un numero di pixel che batte ogni record della categoria e non solo:2560x1600 punti, là dove l'ultimo iPad si ferma ad appena 2048x1536 e pochi laptop arrivano con fatica al Full HD. 

Anche l'angolo di visione e la fedeltà dei colori sono ok, ma il fulcro del Nexus 10 è proprio la definizione. Con una buona vista, non hai neanche bisogno di zoomare le pagine web più dense di testo, mentre i contenuti dai caratteri più grandi sono indistinguibili dagli omologhi su carta stampata. In generale, testo e immagini sono gli inquilini prediletti del tablet Google: oltre al web quindi ci sono in cima i social network, ma anche feed di notizie, email e foto. 

Il sistema operativo (Android 4.2) e il processore (un potente Exynos 5 dual core supportato da ben 2 GB di RAM) rendono l'esperienza scattante e fluida, oltre che visivamente appagante. Tuttavia, uno schermo così avanzato non è esente da effetti collaterali: le app dell'ecosistema messo in piedi da Google non sono tutte pensate per sfruttare una risoluzione del genere (molte a dire il vero non sono neanche pensate per i tablet). Il risultato è che le interfacce di alcuni programmi mostrano voragini di spazio vuoto fra un contenuto e l'altro. Facebook è l'esempio lampante: molto meglio utilizzare la versione web in modalità desktop, che però è meno pratica e touch friendly dell'app ufficiale. 

Le altre componenti sono di alto livello, ma al pari con i migliori tablet Android in circolazione: ci sono una fotocamera decente da 5 Mpixel con flash più una frontale da 1,9, GPS con glonass, NFC, Bluetooth (anche se in versione 3.0). A dire il vero, la mancanza di un'opzione per il collegamento cellulare ed uno slot microSD si sono fatte sentire nella nostra prova, ma il giudizio finale resta comunque ampiamente positivo: certo, se cerchi qualcosa di specifico come il pennino del Galaxy Note 10.1 o l'aggancio alla tastiera della serie Transformer Pad il Nexus 10 non farà per te. Ma al netto di accessori e nicchie particolari, il tablet Android di Samsung e Google è quello più avanzato sulla piazza. Peccato, che come il Nexus 4, non sia distribuito in Italia: devi comprarlo all'estero o - paradossalmente - cercarlo su Amazon.

domenica 14 aprile 2013

Plautilla

http://www.wuz.it/articolo-libri/7549/plautilla-biblio-libreria-gratuita-roma.html
il lunedì dalle 14 alle 19.30 e il giovedì dalle 17 alle 19.30
monteverdelegge


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la Fiera della Pera Cotta

corsivo di Camillo Langone dal titolo «Dovevano bruciarla prima» con riferimento al rogo di Città della Scienza a Napoli. 

IL NODO STIPENDI - «La Città della Scienza si dichiarava eccellenza ma era una poveraccia - scrive Langone - che non pagava gli stipendi, che non pagava i fornitori, che non pagava nessuno nella migliore tradizione partenopea e parte italiana. E chissà che le fiamme non siano state appiccate (irrazionalmente, ovvio) da qualche creditore inferocito. Come spesso accade il commento più divertente è quello di Sua Pomposità Roberto Saviano: “Mi sento di cenere. Ossa di cenere, pensieri di cenere, cuore di cenere. Come Napoli, che oggi è di cenere”. In “Gomorra” si credeva Malaparte, adesso si crede Plinio il Vecchio, solo che lo scrittore latino in cenere c’è finito davvero, non per metafora. Invece il bestsellerista napoletano prosegue incontinente a cinguettare e in un tweet avanza la facile ipotesi camorra: “Da sempre i clan vorrebbero edificare a Bagnoli”».
IRONIA SU DE MAGISTRIS - Ma gli strali dell’editorialista non finiscono qui e toccano anche il sindaco partenopeo: «De Magistris ha riesumato lo stile “piezz’ ’e core” di Filomena Marturano: “Oggi migliaia di ragazzi e bambini di Napoli si sono svegliati piangendo per la distruzione di Città della Scienza”. Manco avessero bruciato vivo Babbo Natale. Ce li vedo proprio, i piccoli napoletani, disperarsi per le sorti della scienza. E’ vero che i padiglioni arrostiti di Bagnoli erano frequentati pure da scolaresche ma la gitarella fuori porta mirava alla comprensione del funzionamento di telescopi e caleidoscopi, sai che spasso. Alla Città della Scienza di gran scienza non se ne faceva, si faceva più che altro divulgazione scientifica, un’altra cosa. Il fondatore, professor Vittorio Silvestrini, ex politico comunista (consigliere regionale negli anni Ottanta) che era solito circondarsi di ex politici comunisti al punto che l’altra notte è andato in fumo anche il poco che restava del bassolinismo, non ha mica vinto un Nobel: ha vinto un premio Descartes per la comunicazione scientifica. Bene, bravo, ma la scienza è fatta di scoperte e che cosa abbiano mai scoperto a Bagnoli non è dato sapere. Nemmeno la ricetta definitiva delle nozze coi fichi secchi sono riusciti a mettere a punto».
LE LACRIME DI BENNATO - Infine la chiosa: «Più che la Città della Scienza sembra la Fiera della Pera Cotta. Adesso il presidente Caldoro esclama: “Bisogna reagire in modo concreto”. Forse, avesse a suo tempo onorato concretamente il debito, gli scienziati immaginari di Bagnoli avrebbero scoperto l’esistenza dei materiali ignifughi: 12 mila metri quadrati sono bruciati in meno di mezz’ora, complimenti. Forse si sarebbero dotati di un impianto antincendio meno comico: era tarato per scattare al primo accenno di fumo ma le fiamme sono divampate senza fumo, accidenti. Fra tante lacrime retoriche mi è sembrato sincero il dolore di Edoardo Bennato, nato proprio a Bagnoli: “Ho una figlia di 7 anni e da quando era piccolissima l’ho portata alla Città della Scienza, che era una perla, un centro di cultura strutturato benissimo”. Quindi ho cercato di capire meglio quali fossero queste benedette attività culturali, non potevo credere che Bennato si riferisse solo ai telescopi e ai caleidoscopi. Ho scoperto che nei capannoni dell’ex Italsider si propagandava l’evoluzionismo, una superstizione ottocentesca ancora presente negli ambienti parascientifici (evidentemente anche nei residui ambienti cantautorali). Il darwinismo è una forma di nichilismo e secondo il filosofo Fabrice Hadjadj dire a un ragazzo che discende dai primati significa approfittare della sua natura fiduciosa per gettarlo nella disperazione e indurlo a comportarsi da scimmia. Dovevano bruciarla prima, la Città della Scienza».

scrivere è scendere da cavallo

 perchè non si deve tentare su un modello di redazione in diretta sul web? [la rete dei media]
scrivere è scendere da cavallo (nietzsche)
il nostro scrittore di  riferimento eccepiva sapidamente sulla televisione di servizio dei comunisti, il club degli imbucati di rai3 anni 80. 
quelli che te fanno er servizzio, se non stai in campana!
offrire nella rete dei media una redazione capace di starci in diretta non è fare un servizio nè alle aziende o alle istituzioni, nè alle persone che se ne avvalgono: piuttosto è una fantastica occasione di scrittura, di presa d'atto della sfida che la realtà pone al viaggiatore dei media in epoca di frastornante complessità dei linguaggi in campo e della loro pubblicazione.[- 6 Aprile 04 Chissà se il rettore si è accorto di questa piccola sovversione comunitaria, didattica e mediale? Callweb 0984494338 mal@mondoailati.unical].
detto in breve, non è occasione da mancare nel trapasso incombente alla scrittura, e alla sua stampa, in assoluta novità sullo scorrere di secoli e che dico di millenni. 


lillalolla è una liceale di marca prestata alla comunicazione, votata alla scrittura, aperta agli eventi. l'esame in modalità callweb è nel reference di redazione made in arcavacata.
Reference del digitale [ il blended learning della rete matura]

Il luogo del punto di vista digitale che è un fare continuo, un luogo di collegamenti e condivisione, nonchè di cooperazione ed interazione. Possiamo dire che non ci sia comunicazione oggi senza questo lavorìo che l'incontro con le tecnologie della parola crea nella società a tutti i livelli e in tutti gli ambiti.
Linguaggi e scritture sono confusi attraverso il codice, lo scripting, in una tessitura pervasiva senza soluzioni di continuità che la mondializzazione dei processi generalizza e rende disponibile con l'ubiquitous computing.
Per questo fare laboratorio è più che un metodo, significa entrare direttamente nella produzione di artefatti e nel contempo nell'esplorazione dei luoghi alla scoperta del digitale sicuri che ci abbia preceduto. D'altro canto nell'Università "vi è un unico rischio serio, quello di vivere la rivoluzione digitale in modo meramente strumentale e tecnologico. L'autentica cultura informatica è invece quella che sa riconoscere la componente procedurale, algoritmica, strutturale in ogni attività e disciplina, come una componente irriducibile ad altri paradigmi conoscitivi." [Furio Honsell] per cui si provvederà che gli studenti continuino a seguire le loro discipline mentre esplorano macchine e processi della globalizzazione economica, e della omogeneizzazione culturale, certo.

venerdì 12 aprile 2013

La donna progetto

La donna progetto
La rete dei media ti dà sempre più di quanto tu chieda, di quanto voglia essa stessa, di quanto tu possa disporre: dicevamo che la tecnologia è fuori controllo, è l'unica fonte d'innovazione nel sistema, che lo spiazza e ripropone nuovo, senza soluzioni di continuità.
Daccordo, essere nuovo, non è una novità..
Il sequenziamento del Genoma Progetto è dunque iniziato, con Internet e poi con Google e soci.


La donna che guarda. Cosa guarda?

lunedì 8 aprile 2013

launcher


Home”. Non un vero sistema operativo per dispositivi portatili, bensì un’applicazione per Android che una volta installata trasforma in maniera radicale il sistema di Google. Quelli che gli utenti Android conoscono come “launcher”, app molto scaricate per personalizzare a piacere lo smartphone.
 “come trasformare un telefono Android in un dispositivo social”. 
L’app, una volta installata, consente di vedere immediatamente sulla schermata principale del telefono le foto e gli aggiornamenti degli “amici”, oltre a integrare i servizi di messaggistica e di chiamate via Internet (Voip).

“Home” si potrà scaricare  anche sui tablet Android.
Marina [Lorenzetti]

Automat

Gentile prof.ssa/prof., la sua firma digitale non e' piu' attiva, il suo certificato personale, infatti, e' scaduto in data 16-APR-2011.
Cio' vuol dire che non le e' più possibile accedere al sistema wex come utente con firma digitale, e, di conseguenza, non puo' firmare i suoi verbali d'esame..............................

mercoledì 3 aprile 2013

Incroci obbligati

Incrociano i signorini e le giovanottine in modo naturale per difendere e migliorare la razza. Ecco un clone di Montecarlo. "Naturale"  è un metodo acquisito da lunghe e antiche procedure culturali. Metti i soggetti in uno stesso stazzo, li fai transumeare  a tempo l'estate e l'inverno,  li fai seguire dai dottori, e lasci poi che s'accoppino liberamente.
Ogni tanto rinforzi la genìa con qualche prelievo dalla comune con fiducia nell'omogeneizzato.