mercoledì 30 giugno 2010

lunedì 14 giugno 2010

i «chiacchieroni» e i lavoratori

Inserito da webeditor il Gio, 24/01/2008 - 18:55
I «CHIACCHIERONI»

Ci sono, nel nostro paese, i «chiacchieroni» e i lavoratori.
Il lavoratore si mette subito al lavoro. Ed è nel suo
lavoro, attraverso e per il lavoro, che riflette, apprende,
giudica, sente e ama.
Il «chiacchierone» prima di tutto parla. La superiorità
che il lavoratore domanda alla sua ingegnosità e alla
sua tenacia, il chiacchierone pretende di trarla
dall'abilità che ha di manovrare le parole e di aggiustare
le norme in un intrico di regole e di teorie di cui egli
è il sommo sacerdote; è quello che egli chiama pretenziosamente
la «logica» e la «filosofia».
Voi imparate ad andare in bicicletta come hanno imparato
e imparano tutti gli uomini, i «chiacchieroni» vi
spiegheranno che questo è un errore: non bisogna forse
prima conoscere le leggi dell' equilibrio e le esigenze della
meccanica? Essi però non sanno andare in bicicletta!
Se osassero, vi dimostrerebbero che avete torto a lasciar
parlare i vostri bebè in modo così poco scientifico
e vi insegnerebbero, per giorni e giorni, le leggi ineluttabili
del vero linguaggio.
Ma i vostri bambini sarebbero muti!
Questi stessi chiacchieroni ci hanno convinti della
necessità di iniziare l'espressione scritta dallo studio
metodico della grammatica e di procedere gradualmente:
dalla parola alla frase, dalla frase al paragrafo,
poi al testo completo.
Essi conoscono la grammatica, ma hanno perso il
dono dello scritto vivo e suggestivo.
Ci decantano anche, con un'impudenza che non ha
riscontro se non nella nostra credulità, la virtù del lavoro
e il fascino bucolico dei lavori campestri; il loro
ruolo non è di lavorare ma di parlare. Ed è in una sala
quieta che essi spiegano con scienza e logica come si lavora
e quello che ci dicono i solchi tracciati di fresco e
le file di pioppi piangenti in autunno, le lacrime d'oro
delle loro foglie oscillanti.
Ma essi non sanno lavorare!
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il mio allievo lavoratore
Inserito da webeditor il Gio, 24/01/2008 - 18:56

lo non ho nulla da dire al mio allievo-lavoratore se
non le parole indispensabili per dare, al momento giusto,
i consigli pratici o i gesti attesi e i sentimenti intimi
che si traducono in un movimento, in uno sguardo o in
un silenzio.
Ma il mio uomo crescerà a quella filosofia che è il ri-
'sultato della scienza, della logica e del lavoro.
Ed egli sa lavorare!

ALLINEAMENTO SULLA VITA E IL LAVORO
«L'insegnamento dei tardivi» dice Dottrens, l'eccellente
pedagogista svizzero, «ha permesso di perfezionare
certi metodi pedagogici e, qualche volta, addirittura
di trasformarli».
Non si rammenta forse in tutti i trattati d'Educazione
Nuova che Itard e Seguin fondarono le loro osservazioni
sui tardivi; che la Montessori e il dottor Decroly si
occuparono, originalmente, dell'educazione degli anormali
e che le loro scoperte e il loro materittle che hanno
senza dubbi contrassegnato la pedagogia internazionale,
erano da principio destinati a questo grado speciale
d'insegnamento?

Dobbiamo compiacerci senza riserve di questa origine
e di questa tendenza di una parte importante della
nuova educazione contemporanea?
Ne abbiamo guadagnato, certamente, l'insegnamento
su misura, la necessità dell'interesse personale senza
il quale non vibra alcuna fibra dell'essere amorfo,
l'individualizzazione dell'insegnamento che permette a
ogni allievo di dare ciò che può, la materializzazione e
la sperimentazione che correggono, poco a poco,
l'intellettualizzazione a oltranza che ci affligge: tutte
conquiste di cui noi non apprezzeremo mai abbastanza
la portata nel processo di modernizzazione pedagogico.
Ma non si correrebbero anche dei gravi pericoli ad
allinearci così senza riserve, sull'educazione degli anormali,
e non sarebbe tempo di reagire per realizzare una
pedagogia più naturale e più umana?
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3 pericoli essenziali
Inserito da webeditor il Gio, 24/01/2008 - 18:58

Oggi elencherò tre di questi pericoli essenziali:

1° La pedagogia degli anormali ci insegna a procedere
prudentemente, passo passo, nella via della
comprensione, della acquisizione e dell'azione. Essa dimentica
che ci sono individui atti a salire le scale quattro
a quattro e che, d'un balzo, arrivano alla sommità, e
per i quali è terribilmente snervante e a volte debilitante,
segnare il passo.

2° La pedagogia degli anormali ha valorizzato l'insegnamento
concreto e la sperimentazione, ma anche il
materiale didattico e i giochi. In questo dominio noi assistiamo
a un vero regresso che, sotto l'etichetta del progresso,
limita gli slanci e le audacie.

3° Il dottor Decroly ha messo in valore la necessità
dell'osservazione minuziosa, pezzo a pezzo, briciola a
briciola. Riesce molto bene agli anormali, ma trascura
completamente quell'altra osservazione che agisce secondo
altri processi sintetici, per mezzo dei sensi e con
possibilità talvolta ancora misteriose, quell'osservazione
che si fa in un lampo, che vede, in un colpo d'occhio,
ciò che ore di osservazione guidata non saprebbero far
scoprire.

Si è detto troppo: «Allineamento sui tardivi!»... Se
dicessimo: «Allineamento sulla vita e sul lavoro»?

IL TRE NON VIENE PER FORZA DOPO IL DUE
Due e due non fanno sempre quattro. Il tre non viene
per forza dopo il due. Il bambino può benissimo arrivare
alla sommità della scala senza salire metodicamente
gradino per gradino; e io sono capace di dirvi,
senza contarne le teste, se nel mio gregge manca una
pecora.
Voi levate le braccia al cielo: tali affermazioni del
tutto empiriche contraddicono e rovesciano tutta la pedagogia
matematica, apparentemente scientifica. Che
avverrà, quando proveremo, coi fatti, che si può imparare
a leggere senza aver mai studiato gli elementi che
compongono le parole e le frasi; che certi problemi
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Capaci di stupirvi
Inserito da webeditor il Gio, 24/01/2008 - 19:00

complessi sono solubili attraverso vie diverse da quelle
troppo graduate, previste dai vostri libri; che i nostri
bambini sono capaci di dipingere un quadro commovente
senza aver seguito quei corsi che avevano, fino a
oggi, il monopolio della preparazione all'arte; che sono
capaci di stupirvi, col loro senso poetico, anche prima
di conoscere una sola regola di grammatica, d'ortografia
o di metrica?
Se questo è vero, ed è vero, è perché esistono, per la
conoscenza e la cultura, strade diverse da quelle che insegna
e segue la scuola. All' entrata di queste strade i falsi
sapienti avevano posto una grande scritta rossa: «Vietato
ai maestri». Noi abbiamo scostato il cartello ed
esplorato con successo le strade possibili verso le cime
agognate.
Quando eravamo piccoli, la sera sognavamo una
grande magica scala i cui pioli si susseguivano gli uni
agli altri fino a giungere al cielo, ed ecco che gli uomini,
imitando gli uccelli, hanno abbandonato l'ascesa
metodica per lanciarsi verso l'azzurro
Anche noi prendiamo lo slancio verso la vita: se il
bambino si interessa e si appassiona alla propria cultura,
se «vuole» creare, istruirsi, arricchirsi, vi riuscirà
forse percorrendo vie illogiche o di contrabbando, ma
in tempo di primato e con una sicurezza e una pienezza
che ci sorprenderanno.
Tutto sta nel ritrovare quello slancio, quella vita,
quel furore di volere che è pur nella natura del nostro
essere. Se noi ci riusciremo nelle nostre classi, saranno
risolti tutti i problemi accessori.
Potremo allora abbandonare la scala metodica e
spiccare il volo.
esercizi per sapere

DUE E DUE NON FA SEMPRE QUATTRO
Ai miei tempi due più due faceva quattro; ripetevamo
cantilenando la lista delle sottoprefetture, recitavamo
la tavola pitagorica avanti e indietro e affrontavamo
la strategia delle guerre di Luigi XIV e Napoleone.
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Uccidersi a vicenda
Inserito da webeditor il Gio, 24/01/2008 - 19:01

Bando al sentimento, ci dicevano. La scienza è impassibile
e impersonale; studiatela e sarete uomini.
Sì, degli uomini che sono andati a uccidersi a vicen-
da come bestie sulla Marna e sulla linea Maginot e che
preparano delle nuove Hiroshima.
Ma ecco: due e due non fa più quattro; le sottoprefet-
ture sono ormai senza funzione; la macchina calcola
meglio e più rapidamente dell'uomo in avanti, indietro
lateralmente; le guerre moderne hanno eclissato gli
eroi in trine di «Signori inglesi tirate per primi!».
Oggi la radio non si nutre affatto di problemi matematici
ma di canzoni, di cori e di musica, e gli uomini
le donne vanno al cinema per ridere e piangere come
per dimostrare a loro stessi che al di là della catena mec-
canica della scuola, dell'ufficio, e dell' officina, essi re-
stano uomini e donne e non per quello che essi cono-
scono ma per quello che vivono nella carne, nello spiri-
to, e nel sangue.
Senza dubbio essi hanno ragione; la scienza co-
struisce dei robot che, in quattro e quattr'otto, calcolano
a una velocità vertiginosa e sono capaci di abbassa-
re le leve a comando e di seminare la morte al di là dei
mari. Tuttavia la scienza non è ancora arrivata a realiz-
zare l'uomo che pensa non per mezzo di fili e ingranag-
gi, ma col suo essere sensibile che è capace di marcare
il suo sigillo il destino dei robot.
Ed è questo essere sensibile che noi dobbiamo edu-
care non soltanto a creare e ad animare robot ma anche
l dominarli e ad asservirli, per esaltare gli elementi di
coscienza e di umanità che sono la grandezza e la ra-
gion d'essere dell'Uomo.

FATE SALTARE I RULLI
Siamo franchi: se si lasciasse ai pedagogisti la cura
esclusiva di istruire i ragazzi sull'uso della bicicletta
non avremmo molti ciclisti.
In effetti bisognerebbe, prima d'inforcare il veloci-
pede, conoscerlo, dettagliarne i pezzi che lo compongono
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La bicicletta
Inserito da webeditor il Gio, 24/01/2008 - 19:02

e aver fatto con successo numerosi esercizi sui principi
meccanici della trasmissione e dell'equilibrio.
Dopo, ma soltanto dopo, il bambino sarà autorizzato
a salire sulla bicicletta. Oh, siate tranquilli! Non lo si
lancerà sconsideratamente su un percorso difficile dove
potesse rischiare di ferire i passanti. I pedagogisti
avranno messo a punto buone biciclette da studio,
montate su rulli giranti a vuoto sui quali il bambino imparerebbe
senza rischio a tenersi in sella e a pedalare.
E solo quando lo scolaro sapesse montare in bicicletta
lo si lascerebbe andare liberamente sul suo mezzo
meccanico.
Fortunatamente i bambini sventano in anticipo i
progetti troppo prudenti e troppo metodici dei pedagogisti;
scoprono in un granaio un ferro vecchio senza
pneumatici né freni e, di nascosto, imparano in pochi
minuti ad andare in bicicletta come, d'altra parte, imparano
tutti i bambini senza conoscenza di regole né di
principi: afferrano la macchina, l'orientano verso la discesa
e vanno ad atterrare contro una scarpata. Ricominciano
ostinatamente e, a tempo di primato, sanno
andare in bicicletta. L'esercizio farà il resto.
Quando in seguito, per correre meglio, dovranno
riparare un pneumatico, aggiustare un raggio o rimpiazzare
la catena. allora vorranno sapere dai compagni,
dai libri o dal maestro, ciò che voi cercate inutilmente
di inculcare loro.
All'origine di ogni conquista c'è, non la conoscenza,
che non nasce normalmente che in funzione delle necessità
della vita, ma l'esperienza, l'esercizio e il lavoro.
Fate dunque saltare i rulli e inforcate la bicicletta!

LA NOZIONE DI VELOCITÀ
I maestri sono ancora, nelle loro classi XIX secolo,
come quei contadini che, cinquant'anni fa, vedevano
passare sulle strade tranquille dei loro villaggi le prime
automobili scoppiettanti e impolverate:
«Che cosa! Andare così in fretta!... come se non ....
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RUTELLI INTERATTIVO - N.B.: Consigliamo di salvare questa pagina su disco

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    I Servizi Autogestiti dai Soci

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    169 - Big Mama
    La programmazione della Casa del Blues a Trastevere !
    132 - Cooperativa Sociale Pandora
    Prevenzione del disagio minorile
    149 - Viviamo i parchi !
    La festa per il verde ai lati della Colombo
    135 - Associazione Culturale Controchiave
    Presentazione dei Corsi e delle Iniziative Pubbliche
    159 - Legambiente Garbatella
    Le iniziative del Circolo di Quartiere
    144 - Luther Blisset Box
    Uno spazio di SchizoAnalisi e riflessione sulla necessita' di avere ancora un nome proprio

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    l Servizi promossi da IperAudio

    In questa categoria rientrano i servizi che, anche se mantenuti aggiornati grazie all'intervento dei soci, vengono gestiti direttamente da IperAudio.

    _5_ - IperMusic Demo-Line
    Un palcoscenico virtuale per i gruppi ed i musicisti emergenti
    150 - Oggi a Roma
    Segnalazione di Concerti, Spettacoli, Esposizioni... anche segnalate in proprio !
    170 - Segnalazione Eventi
    Per registrare gli annunci degli eventi che saranno ospitati nell'area 150
    162 - Gli attimi Fuggiti
    La vena Poetica dei frequentatori di IperAudio
    179 - La Democrazia Connessa
    Resoconto di un convegno sulla realta' italiana delle reti civiche
    157 - Interviste Automatiche
    Una Collezione di Domande e Risposte. Contiene:
    • _165_ - SOS Sapienza - Per segnalare i disservizi Universitari
    • 80100 - Come si e' svegliato ? Una simpatica intervista sulle nostre abitudini soporose
    • _151_ - Il Tuo Parco Possibile - Vuol partecipare alla progettazione degli spazi di verde?
    • 80163 - Il Sintetizzatore Vocale: Un esilarante esempio di teatro meccanico, con domanda finale.
    • _187_ - Comunicazioni ad IperAudio - Per lasciar dette le vostre impressioni. Dateci dentro !
    • 80040 - Indovinello - Si invita chiunque a proporre indovinelli migliori di quelli attuali....
    139 - Messaggi Personali e Pubblici
    Una raccolta di bacheche vocali. Contiene:
    • 80023 - Mess. da Ospiti a Ospiti - Anche gli Ospiti possono parlare in pubblico... purche' graditi !
    • 80000 - Utente Ospite E' come una casella privata: infatti ci sono le risposte agli Ospiti - ammesso che chiedano!
    • 81153 - Una Serata Dadaista - Un pezzo d'arte On-Line: se quelli di ControChiave fanno sul serio...
    • _163_ - InterBox - I messaggi provenienti da Internet, letti dalla sintesi vocale.
    145 - Messaggi da ospiti a ospiti
    Tracce del passaggio dei nostri Ospiti piu' simpatici. Contiene:
    • 80023 - Mess. da Ospiti a Ospiti - L'album delle firme vocali di chi ci fa visita... Commovente !
    • 81165 - Risposte a Cronache I disservizi universitari segnalati tramite 165 a Cronache dalla Sapienza
    • 80050 - Barzellette - Per registrarne una anche voi premete il 3. Altrimenti non lamentatevi che sono vecchie !
    • 80110 - Come ci Svegliamo - Le risposte all'intervista sui nostri sonni
    • 82151 - Filodiretto Rutelli Interattivo - Le risposte all'intervista sul parco
    185 - Informazioni su IperAudio
    Cos'è IperAudio e come ci si associa - Permette anche di acquisire una Casella Gratuita
    155 - Parliamone
    Un insieme di aree su cui discutere di tutto - Riservata ai Soci
    160 - Mercatino
    Annunci per la compravendita fra abbonati

    [Sommario]


    I Servizi Integrati con Internet
    • I messaggi vocali su IperAudio possono essere anche letti da una voce sintetica, a partire da file di testo giunti ad IperAudio via posta elettonica.
    • E' dunque possibile dare ascoltabilta' anche a notiziari, informazioni e comunicati stampa gia' disponibili in formato testo.
    • I soci, infine, possono usufruire del servizio di lettura nella propria casella vocale della posta elettronica a loro indirizzata.
    • Per maggiori informazioni vai alla pagina del VoiceGate. Qui trovi:
      • _163_ - InterBox che comprende:
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      • 80163 - Il Sintetizzatore Vocale: Un esilarante esempio di teatro meccanico, con domanda finale.
      • 90015 - La posta InterNet recitata in Voce - Cos'e' InterNet e come vi si accede senza computer - Grazie a IperAudio!

    [Sommario]


    Per prendere una propria casella vocale
    • La propria casella vocale personale puo' essere ottenuta in modo automatico, mediante l'ascolto del servizio 180.
    • Di fatto, il numero di casella ricevuto costituisce una richiesta di associazione: l'ascolto dei propri messaggi personali verra' infatti pienamente abilitato solo dopo il rilascio ufficiale della qualifica di socio.

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    Per registrare la segnalazione di un evento
    • Le segnalazioni ascoltabili nell'area 150 - Oggi a Roma possono essere fatte da chiunque mediante l'ascolto dell'area 170 - Segnalazione Eventi.
    • La redazione di IperAudio ascoltera' il messaggio in giornata e, dopo averne verificata l'attendibilita' procedera' a copiarlo nell'area 150, dove potra' essere ascoltato da tutti.

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    Per registrare un messaggio diretto ad IperAudio
    • La direzione di iperaudio puo' essere contattata a voce mediante un messaggio registrato, lasciato nella casella 187 - Comunicazioni ad IperAudio.
    • E' possibile specificare un numero di telefono a cui si vuole essere richiamati, oppure richiedere una risposta su IperAudio stessa.

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    Altri servizi

    Riportiamo appresso i codici di quei servizi che non sono piu' mantenuti aggiornati, ma che esistono ancora. Chiunque possa ritenersi interessato al loro aggiornamento.... non ha che da contattarci !

    141 - Musica nei locali
    Le segnalazioni autogestite dai locali della Capitale
    171 - Alpheus
    La programmazione del locale in Via del Commercio
    177 - Palladium
    La programmazione del locale in P.za S.Bartolomeo Romano
    181 - Concerti
    Gli eventi Sonori nella capitale
    182 - Spettacoli
    Eventi e spettacoli a Roma
    161 - Musica a Roma
    Il primo mensile di musica concreta in città a sole 3000 lire ! (Numero in Edicola / Concerto Mensile)
    167 - Radio Città Futura
    Spazio a disposizione della migliore emittente radiofonica romana (97.7 FM) (Palinsesto / Circuito Radiomat / Iniziative)
    88999 - Ossessospiti
    La discarica dove finiscono i messaggi piu' volgari che riceviamo (X-Rated)

    [Sommario]


    Comandi di ascolto e registrazione

    E' vero che e' stato un buon suggerimento quello di salvare la pagina sul disco ? Ecco appresso uno schema dei comandi validi durante la navigazione e l'ascolto di un'area:

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    Per quanto riguarda la registrazione, un consiglio: dopo aver detto il vostro messaggio, trattenetevi dall'attaccare, come si fa con delle volgari segreterie telefoniche ! Infatti si puo':

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    domenica 13 giugno 2010

    l'eros glorificato

    Nel novembre del 1933 Denis de Rougemont non era ancora l'autore di "L'amore e l'Occidente", il saggio che lo avrebbe reso celebre nel 1939, mettendo in luce la natura distruttiva dell'eros glorificato dalla tradizione letteraria occidentale.

    Era il figlio ventisettenne di un pastore protestante svizzero; dopo aver fatto studi letterari e filosofici e Vienna, a Ginevra e a Neuchâtel, aveva diretto a Parigi la case editrice Je Sers, presso la quale erano usciti, tra gli altri, testi di Kierkegaard, Karl Barth e Ortega y Gasset. Sfortunatamente, Je Sers aveva appena chiuso i battenti; il giovane filosofo prese allora la decisione di andare a vivere con la moglie tra le dune di un'isola a quel tempo ancora incontaminata del sud-ovest francese, l'Ile de Ré.
    La Rochelle si trova sulla costa atlantica francese, a metà strada tra Nantes e Bordeaux. Dal 1988, l'isola di Ré è collegata alla città di La Rochelle per mezzo di un ponte a pedaggio lungo 3 km.
    Vi sarebbe restato un anno, tra contadini e pescatori, scrivendo, ascoltando musica, allontanandosi di tanto in tanto per tenere conferenze e facendo i conti con condizioni di vita materiale tanto difficili quanto stimolanti.

    Il "Diario di un intellettuale disoccupato" è il protocollo fedele di quell'esperienza. Volutamente si colloca in posizione antitetica rispetto a un "diario intimo": colui che nelle pagine di "L'amore e l'Occidente" smonterà lucidamente i sofismi della passione, non cade nelle trappole dell'introspezione psicologica.

    Trascrive invece con precisione da entomologo incontri e dialoghi con persone e cose, riflettendo sulla propria condizione con la maggiore oggettività possibile.

    Il punto di approdo sarà un programma etico dei più essenziali: "Sapere quel che conta davvero, e non tradirlo".

    [
    scheda di Bertini, M., L'Indice 1997, n. 8]

    www.alter.it/alterweb/LooseTV/istruzioni.html

    X-Url: http://www.alter.it/alterweb/LooseTV/istruzioni.html



    X-Url: http://www.alter.it/alterweb/LooseTV/istruzioni.html
    istruzioni per
    LOOSE tv

    La tv presenta internet in veste virtuale, veloce e tridimensionale, fascinosa
    e cangiante, piena di mistero.

    Internet che e', d'altro canto, ragazzo virtuosa e ben ordinato, riflessiva
    e metodico: uggiosa, diremmo; con quel brio da colonnello in pensionem
    ingegnere del genio, che si ritrova nel codice genetico e che anni di frequentazione
    universitaria per nulla hanno cangiato.

    Si pensi com'e' ironico, nei ritmi dell'universo internettiano, scandito da costosi
    lunghi caricamenti e molto spesso da attese interminate di foto e suoni,
    l'irrompere della simulazione televisiva che spiccia con pochi tratti
    i 5 anni che ci dividono dall'avvento delle reti di comunicazione mature.

    Piu' vera e interessante e' invece internet nella loose tv.

    Innanzitutto perche' in questi anni di trapasso il percorso evolutivo
    non sara' lineare, scandito da velocita' di trasmissione o da potenze di
    elaborazione portentose: il controllo di alcune tecnologie non garantisce
    assolutamente il governo generale del processo che esse nel loro complesso
    determineranno.

    E loose tv assume subito quest'incertezza, senza rinunciare per questo a
    esercitare i suoi linguaggi, senza cercare uno che li contenga tutti:
    fuori di metafora, si direbbe.. Ma loose tv non va mai fuori di metafora
    per parlar chiaro, e rincara la dose con figure di montaggio episodiche e
    casuale per contenere l'incontenibile pulsione mediale.

    Tv sciolta - loose tv per cominciare, poi l'avventura della rete nel grande
    circo della tv globale.

    Una sintassi instabile che sente l'insicurezza dei tempi che corrono ed avverte
    Palazzeschi, Pound, Duchamp, Barthes, Nietzsche, frequenta Baudrillard,
    Bene, gli Usa, e se deve andare al cinema Stanley Kubrick.

    Si aggiungano un'estetica da Vigilant Camera , la passione per telefoni mobili
    digitali , i Bancomat , cancelli automatici con portineria intelligente ,
    generatori di codici di a barre e la moneta elettronica sicura .

    LA COMUNICAZIONE MEDIATA DAL CALCOLATORE.

    1996 - http://inondare.blogspot.com/2008/07/il-punto-di-vista-condivisibile-la.html
    premessa
    MEDIA GENERALISTI. TELEMATICA.

    Un'emittente telematica potrebbe apparire oggi una contraddizione in termini
    [emittente dichiara il broadcast del media generalista, telematica evoca il
    contatto personale a distanza: antitesi dei termini] se non ci fosse questo
    corpo mutante dei media sotto i nostri occhi ogni momento.

    ("il corpo e l'ombra sprofondano assieme" beckett)

    Il colto e l'inclita procedono spalla a spalla. La pop-cultura ci abitua a
    pensare il quotidiano e a trasmetterlo in modo orizzontale, casa per
    casa strada per strada: come in un eccidio!

    La cultura dei media ha diffuso la strage come stile di vita, ma la telematica
    recrimina e non gli oppone che il controllo concentrazionario: cosi' non
    puo' andare!
    Discute, discute: e questo e' il suo mestiere, del resto. Della Telematica, dico.
    Questo sa fare, e fa.

    Non si cura d'intendere pero' che il media intanto tiene il Punto di Vista Condiviso
    e ne e' forte. La telematica pensa, e discute. E' interiore e civile.
    Intanto il Media, vorace e selvaggio, tiene il territorio e lo devasta.
    (come i turisti..

    1.
    IL PUNTO DI VISTA CONDIVISIBILE. LA COMUNICAZIONE MEDIATA DAL CALCOLATORE.

    A favore del media.
    Tenta di parlare a tutti. Fa un discorso diretto, da uno a molti.
    E per questo ci conforta, ci tiene insieme, magari col suo dir nulla:
    a dire, tanto, poi, ci si pensa noi. no?

    E la strage allora?
    L'antibiotico fa strage di microbi, il fascinoso di cuori, e cosi' via.

    Se il media mostra l'ora esatta a tutti, li raccoglie e rassicura. Segna
    un evento indiscutibile: per tutti, nello stesso momento.

    Se lo fa la telematica, lo fa nel segno discreto, nella distinzione: lo dice
    a tutti, ma uno per uno.

    La telematica ci divide, ma non perche' ci coglie ognuno in un posto
    diverso, magari in casa: anche la televisione ci riunisce, ognuno in
    casa propria, in un evento di cui parlare tra noi, subito o il giorno
    dopo. La televisione e' la piazza.

    Anche: la telematica e' pur essa una piazza. Quindi il punto di differenza
    e' altrove.
    La telematica e la tv son differenti solo perche' la telematica colloquia
    sempre scientemente, in modo diretto: tende a parlare guardandoci negli
    occhi, non ci lascia guardare senza dire niente, ci vuol sempre identificare,
    sapere con chi parla.
    E questo non ci lascia liberi di fluttuare nel mare delle conoscenze.

    Nella telematica si deve pensare sempre.

    2.
    LOOSE TV

    Ma non e' detto. Non e' detto che la telematica non possa essere altro:
    e allora lo diciamo noi, qui.
    Il matrimonio tra la televisione e il computer puo' portare ad un media
    diverso se l'una non prevarica l'altro, e viceversa.
    La televisione interattiva di cui si parla usa il computer per separare
    (il video on-demand) schiacciando lo spettatore su un unica dimensione,
    quella del consumatore.
    Ma potrebbe invece enfatizzare l'attuale funzione del 'telecomando'
    rendendoci padroni di cambiare interlocutore e di compagnia - avendo
    modo, in piu', di parlare. In questo caso si realizzerebbe - 'a televisioni
    sciolte' - una dinamica in cui il computer spinge le tele-visioni nella
    loro molteplicita' e differenze, e la televisione dona ai computers il
    luogo da cui partire per le differenze.

    E' un moto di va e vieni che va sperimentato e cercato con gli utenti: non
    e' data ricerca di comunicazione interattiva fuori dal contesto dato dai
    media e dalla rete: occorre vista lunga che non e' di tutti, ma e' bene
    lo specialismo in queste cose rimandarlo al termine.

    Videorilevazione

    Dei modi di produzione che quasi non lo sono. La videorilevazione è lo sguardo cinico e distratto sugli avvenimenti: ti siedi sulla panchina e guardi. Lo zapping, una sorta di riflessione in camera di montaggio e post produzione: la possibilità di cambiare canale come e quando si voglia per avere la complessità degli avvenimenti, tutto il volume dei linguaggi - come direbbe Barthes - e insieme il dato frammentario.

    Il passo successivo è rendere lo zapping in diretta e in tempo reale
    in bus, in treno, al parco, in metropolitana, al bar gettiamo convulsamente (ne va della nostra efficacia cognitiva)
    lo sguardo al giornale, al libro, per un attimo all’orologio, al vicino,
    fuori dal finestrino, a scrutare discorsi o persone, particolari irrilevanti, minuzie,...
    Una navigazione casuale in luoghi e situazioni.
    La videoinchiesta di Chiambretti o la one-man-television dei Massacra show, Linea Verde di Federico Fazzuoli, parlano da sè, nulla o quasi che si possa aggiungere;
    attraverso il mezzo e il suo medium reale, l’Artista, "si prende all’amo l'intelligenza e la vivacità dei singoli"
    quel che hanno da dirsi, forse quel che sono,....

    Questi modi, per le caratteristiche stesse del Media (l’artista) e del Mezzo (la televisione) rendono al documento, all’opera, insomma, il dato di immediatezza
    il qui e ora e alla TV il valore d’uso originario, iscritto nei suoi cromosomi.

    Del resto risulta sempre più urgente, dice A.Abruzzese
    (..) saper essere presente. Saper abitare questi nuovi territori di cui lo sviluppo tecnologico annuncia l’apertura.
    (..) ne saranno sconvolti i vecchi uomini e le vecchie leggi dei linguaggi e dunque anche dell’agire. Non solo le sfere del lavoro,
    del divertimento, dei rituali simbolici e narrativi, della partecipazione e del dissenso, della norma e della
    devianza, saranno destrutturati, criticati,
    ma anche i saperi, le discipline tradizionali, persino gli antichi statuti
    - i soggetti ed i fini dell’esperienza artistica (..)

    E’ curioso che
    proprio nel momento in cui rivendica il bisogno della massima obiettività del dato
    l'inchiesta audiovisiva
    abbia bisogno del massimo di soggettività da cui partire, l’arte:
    per giungere alla soggettvità obiettiva dei singoli.

    E poi, il luogo.
    Ha bisogno di un luogo che rappresenti una frattura, una crisi del vivere quotidiano
    (ed ecco la Villa e il verde, il Museo, il Teatro....)
    in cui cogliere il soggetto di fronte a se stesso:
    in cui l’individuo si prende cura di se.

    Dei modi di produzione, dunque, dei criteri per dar luogo a nuovi spazi di linguaggio.

    CONVIDEO/nomina non sunt consequentia rerum

    1. (nomina non sunt consequentia rerum, logica del significante, la produzione
    di luogo, dilettantismo, bacini di cattura)

    Se le cose - dalle nostre parti - vanno male e' perche' non vi sono piu' spa-
    zi di parola. Si potrebbe dire che non vi sono piu' spazi e basta, giacche'
    non conosciamo altro spazio che non sia quello in cui far risuonare la voce.
    Lo spazio e' di parola.
    E' indubbio che c'e' un animale sul quale il linguaggio e' disceso e che
    questo animale ne e' veramente segnato.
    Non e' soltanto che la lingua faccia parte del suo mondo, ma sostiene il suo
    mondo da cima a fondo. Da qui l'enfatizzazione strategica dell'unico plus va-
    lore di cui siamo certi: la parola, da cui muove la prima azione convideo.
    Una parola che ci interessa soprattutto come phone', come fatto musicale, ma
    pure per le sue co-occorrenze scritturali, gestuali, visive, insomma per tutte
    le forme in cui essa s'incarna. Cosi' dopo la parola civica e poetica di Pa-
    gliarani, dopo la parola/canto di Nino De Rose, seguendo una logica dell'even-
    to profondamente intrecciata a una logica di formazione, che alla formazione
    solo aggiunge il godimento e lo spettacolo, altre parole verranno: la parola/
    radio, la parola/cinema, la parola/informatica, la parola/ Dio (ad es. coinvolgendo Pino Stancari, ascetico e gesuitico perfor-
    mer), oltre alla fedele compagna parola/video, appunto convideo.
    Una enfatizzazione della parola dunque, che viene pero' da una corrente silen-
    ziosa che ci fa pure intravvedere il sangue che sgorga dalla crosta delle fra-
    si fatte. Una parola che ha - al suo centro - un dubbio e un tarlo:
    come si dice da queste parti, che 'a megghia parola sia quella che non nescia.
    La prassi che qui si propone muove in ogni caso da una logica del significan-
    te, prendendo pietre e alberi per alfabeti, architetture sentieri e paesaggi
    per fonemi, i prodotti dell'attivita' umana per morfemi.
    Ma senza l'ossessione, maniacale e folklorica, a parlare di se'.
    C'interessano pure il fuori, i ponti, gli ancoramenti all'esterno, le porte
    del Potame Busento, e -soprattutto- il parlare da se' e non di se'.
    Ricordando sempre che il piu' grande scrittore calabrese resta James Joyce,
    occorre autorizzarsi a prendere la parola: unica chance di produzione di luo-
    go, in una terra da sempre costretta in uno stato di non luogo da una serie
    interminabile di non luoghi a procedere.

    Insomma se il programma leader punta in alto, non sara' certo il G.A.L. Potame
    Busento ad abbassare la mira. Prendere la parola per guadagnare spazio, per-
    che' lo spazio e' un dubbio: occorre continuamente individuarlo, designarlo,
    conquistarlo. Designarlo equivale a disegnarlo, essendo il "disegno l'altra
    faccia del destino" (J.Lacan).

    L'assieme delle azioni e delle misure dovranno costituire quindi una sorta di
    disegno, di basic design elaborato da una equipe che abbia pero' oltrepassato
    la posizione di professionalita'.
    Imprescindibile, per installarsi con grazia nel significante, e' la condizione
    di amatore e di dilettante.
    Finalita' filosofica e' "la verita' dell'interazione umana spaziale"
    (G. Olsson).
    Obiettivo piu' concreto e' che il Potame Busento si attivi come "bacino di
    cattura" (nozione forgiata da J. T. Desanti per tradurre l'impatto di un gesto
    su un gruppo, il suo effetto di coinvolgimento collettivo).
    Meta-obiettivo, da verificare a fine programma, sara' quello di poter reinter-
    pretare attori, eventi, e interventi come semplice pre-testo.
    Constatando che "nulla avra' avuto luogo tranne il luogo"(Mallarme').

    2. (Influenza, dislettura, intertesti, interpoeti revisionisti, tardivita')

    "Una mappa della dislettura studia l'influenza poetica, con cui continuare a
    non intendere il passaggio di immagini e idee dai poeti precedenti ai succes-
    sivi. Influenza significa che non ci sono testi ma solo relazioni tra testi.
    Queste relazioni dipendono da un atto critico, una dislettura o mispresa che
    un poeta effettua sull'altro e che non differisce in natura dai necessari atti
    critici effettuati da ciascun lettore forte su ciascun testo che incontra. La
    relazione d'influenza governa il leggere come governa lo scrivere, e leggere
    e' percio' discrivere, giusto come scrivere e' un disleggere. (...)
    Il revisionista si sforza di vedere di nuovo, cosi' da estimare e stimare dif-
    ferentemente, cosi' dunque da mirare "correttivamente". (...)
    ...persuadere il lettore che anch'egli deve prendersi la sua parte dell'agone
    proprio del poeta, sicche' anche il lettore possa fare della propria tardivi-
    ta' una forza, invece che un'afflizione". (Harold Bloom)

    3. (Ipertestualita')

    Nomadismo culturale, agriturismo, orienteering, intersettorialita', interscam-
    biabilita': sono tutti requisiti naturalmente appartenenti alla metaforica di
    navigazione ipertestuale. Azioni e materiali di supporto avranno dunque la se-
    guente struttura:
    unita' esplicative
    unita' esplicative di orientamento
    unita' di diramazione (nodi)

    help
    hotwords
    pulsanti

    azioni dell'utente intermedio specificatore:
    cattura
    collegamento
    classificazione
    selezione
    creazione
    consultazione

    azioni dell'utente intermedio implementatore:
    generazione
    consultazione
    completamento

    4. (la sorpresa, il gioco, il territorio)

    L'agenzia di comunicazione utilizzera' una rivista transmediale a supporto va-
    riabile.
    In base alle esigenze specifiche, sara' di volta in volta in forma di
    videocassetta
    audiocassetta
    calendario
    breviario
    booklet
    quaderno
    poster
    etc.
    costituendo ogni supporto e ogni numero un tassello di una possibile guida ge-
    nerale (collazionabile e eventualmente trasponibile su un supporto unico solo
    al termine del primo ciclo di azioni GAL)
    Ogni numero ideato e composto in base alle peculiarita' del mezzo.
    Ad es., questa una ipotesi di menabo' dell'audiorivista:
    Audiobox (sound interesting e sound intriguing, scenari sonori di complessita'
    crescente);
    Sentieri sonori; (vere e proprie audioguide);
    Repertorio toponomastico e (sopra)onomastico del comprensorio;
    Proverbi e canzoni;
    Interviste;
    Riscritture sonore.

    LIBERATION MANAGEMENT 1991

    Si scrive assai più di tassi di sconto e di crescita degli aggregati monetari, che non di organizzazione aziendale e di management. Mentre economisti, politici e perfino industriali sono generosi di analisi macroeconomiche, l'attenzione ai fatti microeconomici si limita sovente ai resoconti dell'attività delle imprese e al listino di Borsa.
    Liberation Management è un libro sulla dimensione ottimale di impresa negli anni 90. Parte dall'osservazione che la contribuzione delle aziende dell'elenco "Fortune 500" al Pil Usa è passata dal 58% del 1979 al 40% del 1991.

    "Fortune 500 is over" proclama Peter Drucker; Ibm lotta contro 50mila concorrenti, alcuni assai piccoli. Gm, Sears, Philips, Dec, le grandi acciaierie, i grandi network televisivi subiscono la concorrenza di aziende nuove, di loro più piccole, invariabilmente più rapide nelle innovazioni tecnologiche e di mercato. Non senza ricordare il fallimento dell'economia sovietica, il più grande esperimento di gigantismo industriale e di economia pianificata che sia mai stato tentato.
    La rivoluzione informatica e la velocità di circolazione delle informazioni ha provocato una frammentazione del mercato: l'offerta indirizza segmenti sempre più stretti, satura il mercato di prodotti mirati e differenziati: ogni giorno vengono offerti sul mercato 30 prodotti Sw; nel 1991 sono stati immessi sul mercato 316 tipi di succhi di frutta; in un supermercato il numero di prodotti diversi offerti è di 30mila, contro i 2.700 di dieci anni fa; il numero dei mutual funds è passato da 568 a 3.447 dal 1980 al 1990; nello stesso periodo il numero dei network televisivi americani è passato da 27 a 70.Le tecniche di produzione e di gestione della produzione si sono adeguate e consentono di ridurre i lotti economici fino all'unità; da noi Iveco non è lontana dal poter fornire un veicolo industriale su specifiche del cliente nel termine di una manciata di giorni. Il mercato, nei paesi industrializzati (che consumano e producono tre quarti del Pil mondiale), è diventato un mercato dell'abbondanza: non solo in termini quantitativi, ma soprattutto qualitativi, come varietà e sofisticazione dei beni e servizi offerti. Nella grande maggioranza dei casi, è un mercato di sostituzione, in cui ciò che conta sono i valori simbolici, il contenuto di informazione dei beni. Sono variazioni estetiche, e quindi simboliche, sostanzialmente minime quelle che distinguono automobili, televisori, vestiti. Solo la varietà ricrea la scarsità (si pensi alla mania degli Swatch). Anche beni di investimento, come i prodotti informatici, hanno cicli di vita paragonabili a quelli della moda. E proprio il riferimento alla moda è quello che meglio rimanda alla dominanza di valori simbolici, di informazione, contenuti nei beni.

    Il mercato, da sempre, è la risultante delle scelte e decisioni individuali. In un mondo quale il nostro, totalmente trasparente alle informazioni, che raggiungono tutti individualmente, in quanto individui, l'offerta esalta le differenze tra gusti e preferenze, si segmenta al limite del market of one; aumenta la componente soft dei prodotti (quanti prodotti "intelligenti"!); il valore aggiunto sempre più consiste in quanto di intangibile c'è nei prodotti: per funzionare, la civiltà di massa deve esaltare le caratteristiche dell'individuo in quanto consumatore, stabilendo rapporti carichi di valori emozionali. Il nuovo verbo è quello della mass customization, della personalizzazione di massa.

    Un mercato siffatto non può più essere concepito come un qualcosa di dato, esterno all'impresa. Annota Drucker: "Finché non c'erano informazioni dal mercato, le decisioni, soprattutto quelle del giorno per giorno, riguardavano la fabbricazione. Erano controllate da ciò che avviene in fabbrica, basate sulle informazioni che si riteneva di avere sui costi di produzione. Adesso che disponiamo di informazioni in tempo reale su ciò che avviene nel mercato, le decisioni sono controllate da chi dispone delle informazioni, i rivenditori e i distributori" (si veda "Il Sole-24 Ore" del 18 dicembre 1992). E' per questa ragione che "la distribuzione diviene sempre più concentrata, mentre la fabbricazione si frammenta sempre più".
    Ai fini delle decisioni che riguardano produzione e distribuzione, la conoscenza dei dati medi, aggregati, contiene scarsi elementi utili; ciò che conta, cioè le strutture fini del mercato, le cause e le modalità del suo articolarsi e frammentarsi, restano elusive e imprevedibili. Più che cercare di prevederne le risposte, il mercato va stimolato con proposte.

    Il successo è più legato al caso che alla necessità. "Chi poteva prevedere che avremmo messo bolle d'aria e pompette nelle nostre scarpe da ginnastica?". Quando Apple introdusse il Macintosh, il desk top publishing non esisteva. Il personal computer nasce in un garage, il linguaggio dei database Sql, perfino gli esperimenti sulla superconduttività, sono stati realizzati quasi di nascosto, proteggendo il lavoro di ricerche e depistando i pianificatori delle organizzazioni centrali.

    "Le nostre comprensioni dei rapporti tra causa ed effetto -dice Peters- sono disperatamente inadeguate, nonostante il potere dei sistemi informativi. Il successo o il fallimento di un prodotto nel mercato è dovuto a una lunga, complessa catena di circostanze debolmente connesse tra loro, assolutamente imprevedibili al momento del lancio di un nuovo prodotto o di una nuova impresa". Questa è solo apparentemente una posizione irrazionalistica: la ragione per cui il mercato funziona è assolutamente razionale: "Esso produce più esperimenti, dà luogo a più tentativi, più successi e più fallimenti, processa più informazioni, più velocemente che qualsiasi alternativa".
    La ragione del successo dell'economia capitalistica, in particolare dell'economia americana, è che essa consente a una quantità di imprenditori più elevata che non in altri sistemi economici (i vari Bob Swanson della Genetech, Michael Dells della Dell Computer, Craig McCaw della McCaw Cellular) di avere la possibilità di "provarci".

    Per questo molti dei progetti di promozione dell'innovazione (parchi tecnologici, tecnocites ecc.) sono vittime di un errore concettuale: è contraddittorio voler ricreare, pianificandolo, il sistema di disorganizzazione creativa che è la caratteristica delle 1.300 miglia quadrate di Silicon Valley.
    La stessa trasparenza dei mercati alle informazioni, il fatto che tutti dispongano degli stessi dati, elimina le discontinuità, e rende sempre più arduo pianificare una strategia di successo, sia che si tratti di strategie finanziarie che di strategie industriali: leggiamo tutti gli stessi giornali.

    Il successo dipende sempre di più da quello che dei mercati ci rimane sconosciuto, dall'interazione casuale con il moto browniano delle decisioni idividuali. Se si tratta di fenomeni casuali, le probabilità di successo dipendono più dal numero dei tentativi che dall'attenzione posta a prevedere l'esito della giocata.

    Le teorie del management hanno sovente valore più esplicativo che predittivo, sono più descrizioni sociologiche che ipotesi scientifiche, sono "retorica" (cioè arte di convincere e motivare).

    Forte è quindi l'esigenza di ancorare la teoria dell'impresa a una teoria scientifica, e quella della selezione naturale in contesto competitivo esercita una particolare seduzione: le imprese vengono considerate organismi viventi e a esse si applicano i metodi e le categorie esplicative della teoria evoluzionista. In realtà sembra che la cosa, storicamente, sia andata proprio in senso opposto: come sottolinea Hayek - citato da Peters - Darwin è stato profondamente influenzato dalla lettura di Adam Smith. La ricchezza delle nazioni precede di 20 anni L'origine delle specie e la nozione della "mano invisibile" avrebbe avuto un ruolo non indifferente nella formazione del concetto di selezione naturale.

    Peters riporta anche una versione più radicale dell'approccio evoluzionista, secondo cui i mutamenti ambientali sono assai maggiori e più rapidi delle modeste capacità di cambiamento evolutivo delle organizzazioni, sicché la longevità delle imprese sarebbe un fatto sostanzialmente casuale.


    L'analisi statistica condotta da Hannan e Freeman li porta a concludere che per spiegare il sorgere e scomparire delle imprese sono assai più utili le leggi della dinamica delle popolazioni che non lo studio delle strategie manageriali. Lo studio dei "casi" sarebbe viziato da un errore metodologico, dato che studia solo le imprese maggiori e di maggior successo, e non prende in considerazione i successi e i fallimenti dell'intera popolazione di imprese. Le forme organizzative non sono determinate dall'ambiente, ma nascono in modo largamente casuale: "la selezione opera sulla varietà disponibile"; è il mutare del contesto esterno che decreterà il successo o il fallimento di un'impresa, e il fallimento è l'alternativa più probabile. "Per un Apple di successo ci sono migliaia di Osborne". Marlboro fu creata nel 1924 come sigaretta per donne: ci vollero 20 anni e innumerevoli variazioni sul tema prima che diventasse un prodotto di successo (oggi supera i 20 milioni di dollari l'anno); nè diverse sono le storie della Quaker Oats, o della Hoover. E Pepsi Cola andò in fallimento tre volte prima di conoscere il successo.

    Il successo appare quindi assai più come il risultato di un insieme di circostanze favorevoli che non di una accurata pianificazione. Essere convinti che la conoscenza di ciò che conta del mercato è fondamentalmente approssimata e imperfetta, che il caso gioca un ruolo fondamentale nella vita delle imprese (come in quella degli individui), non porta necessariamente a una posizione di agnosticismo, a una dichiarazione di impotenza. Si tratta solo di riconoscere che le forme d'impresa che hanno dominato la vita economica negli anni passati sono strutturalmente inadeguate
    .

    La grande impresa, secondo Peters, si trova dunque di fronte alla necessità di un altro salto organizzativo, assai più radicale di quello, storico, da organizzazioni funzionali a divisionali. La raccomandazione di essere close to the customer, l'adozione dei programmi di qualità totale (il mercato che ripercorre a ritroso l'organizzazione rimodellandone i processi), i circoli della qualità che coinvolgono le persone ricomponendo le competenze di problem solving: sono stati tutti tentativi di adeguare le strutture della grande impresa alla rivoluzione che l'informatica ha realizzato nel mercato della domanda e dell'offerta. Tentativi il più delle volte inadeguati: non basta più ricorrere, magari in forma più energica, a ristrutturazioni che elimino zavorra inutile; le difficoltà che stanno incontrando le grandi organizzazioni sono di tipo strutturale.
    L'Insead al congresso "Corporate Renewal Initiative" pone tutta l'enfasi sulla differenza tra cambiamenti significativi e trasformazioni necessari e mette in guardia da ristrutturazioni organizzative che non sono altro che inadeguate misure di stop-gap. Non basta ri-organizzare: si tratta di de-organizzare, di introdurre in modo violento elementi di disarticolazione delle gerarchie.

    Le uniche grandi imprese che sembra riescano a competere efficacemente, sono quelle che distruggono rapidamente le loro strutture. Si tratta di operazioni sovente traumatiche: all'Abb (215mila dipendenti, per 30 miliardi di dollari di fatturato) Peter Barnevick (uno dei modelli ispiratori della ricerca di Peters) in 3 mesi riduce gli staff centrali da 2.000 a 200 persone, e organizza la sua azienda in 5.000 centri di profitto autonomi di circa 50 persone. Alla Union Pacific Railroad (30mila persone per 5 miliardi di dollari) in 90 giorni Walsh elimina 5 livelli e 800 posizioni di management. La stessa Ibm si sta organizzando in 13 divisioni che forse diventeranno autonome anche come struttura azionaria. Alcuni suggeriscono che la divisione Saturn, la più efficiente della Gm, sia separata e costituita in società autonoma. Il successo della Ge di Jack Welch è dovuto alla determinazione con cui ha razionalizzato il portafoglio di attività secondo la regola: close, fix or sell. Il break-up dell''AT & T, che pure inizialmente si temeva provocasse la distruzione di un servizio telefonico modello, ha portato alla creazione delle Baby Bell, il cui valore in 10 anni è passato da 48 a 180 miliardi di dollari. Anche se ha dato luogo a eccessi di cui l'economia americana ha sofferto nei primi anni 90, l'attacco dei raiders alle grandi corporation ha contribuito potentemente a riposizionare l'industria americana per l'età dell'informazione proprio perché ha obbligato a smembrare, a separare e a focalizzare.

    "Gli uomini timidi preferiscono la calma del dispotismo al mare agitato della libertà". La frase, di Thomas Jefferson, è un pò la chiave di lettura del libro di Peters: si tratta di liberarsi da schemi concettuali che bloccano la libera espressione dell'iniziativa, la libertà di provare, e quindi anche quella di fallire.

    Non basta più sforzarsi di ascoltare il mercato, di vivere a contatto del mercato: bisogna riuscire a vivere in simbiosi con il mercato.

    Se tanta parte del mercato è inconoscibile a priori, la chiave del successo diventa la capacità di imparare: dai clienti come dai concorrenti. Se siamo nella società della conoscenza, se non possiamo pretendere di essere depositari della conoscenza, bisogna trasformare ogni organizzazione in un'organizzazione che sa imparare, strutturare l'attività di impresa come un insieme di progetti, portati avanti da gruppi dotati di largaautonomia. E soprattutto, se tanta parte del successo è dovuto al casuale incontro tra idee e fatti che erano separati, aumentare il numero di tentativi, di contatti, di processi paralleli.

    Il modello organizzativo diventa quindi quello proprio delle aziende di servizi professionali, un insieme di gruppi di progetto, ciascuno di poche persone, da 50 a 200, che si formano e si disfano rapidamente, focalizzate su un problema specifico (50 sembra essere il numero magico, per la Cap, ma anche per l'Abb; la Eds, 72mila persone per 7,1 miliardi di dollari, è organizzata in gruppi di 10 persone). L'organizzazione assume una forma reticolare, una serie di nodi (i gruppi di progetto) che i sistemi informativi collegano tra di loro ma soprattutto con l'esterno. Nelle strutture orizzontali gli individui, questa volta in quanto produttori, vengono esposti direttamente al mercato, richiesti di compiti sempre più autonomi e meno parcellizzati.
    Non è il modello small is beautiful riproposto sotto altre specie: la dimensione è pur sempre una misura del processo. Si tratta di prendere atto del fatto che le reti informative e la tecnologia hanno cambiato la definizione di "grande". Michel Porter scriveva nel '90: "La strategia di fare aziende grandi di per sé è una strategia sbagliata per la massima parte delle aziende europee". Percy Barnevick dell' Abb prevede che due terzi delle grandi imprese europee si smembreranno a seguito dell'integrazione europea. Anche in Giappone all'interno della struttura apparentemente monolitica dei grandi keiretsu, assai articolato è il rapporto con i fornitori e vivace la concorrenza interna tra unità dello stesso gruppo: "L'era della produzione di massa è finita e ciò trasformerà la natura del nostro sistema industriale" scrive l'economista Tadao Kijonari dell'Università di Hosel.

    Il nuovo concetto di "grande" lo si ritrova nello sviluppo prevalentemente orizzontale, nell'estendersi del reticolo che collega tra loro unità operative focalizzate, più preoccupate di apprendere dal mercato che di conformarsi a procedure. Peter Drucker suggerisce che probabilmente solo per le aziende di distribuzione la dimensione significa un vero vantaggio competitivo (si veda "Il Sole-24 Ore" del 10 ottobre 1992).

    Si tratta di liberare i fattori determinanti del successo da tutte le attività accessorie: queste, e i processi che le collegano, creano le strutture che coartano il libero sviluppo delle competenze portanti e che si frappongono alla totale adesione al mercato e alle sue evoluzioni. Individuare l'essenziale, quello che Peter chiama l'anima di Apple, o di Boeing che fabbrica solo il 35% di quanto va su un aereo, e che intende limitare le proprie attività alla progettazione, il testing e la vendita? O di una Mci che acquisisce tutta la tecnologia che le serve da fornitori esterni?
    C'è assolutismo, e un pò di fanatismo nel libro di Peters (ma una dose di fanatismo non è secondaria per il successo?); assai più grande è il numero di cose tra il cielo e la terra. Si è tentati di giudicare le sue osservazioni come eccessivamente riferite al mercato americano e quindi poco applicabili alla nostra realtà; e di ricordare che quando si parla di "mercato perfetto", l'aggettivo non ha valore etico.

    Ma si tratta proprio di differenze strutturali? Dopotutto, il mercato europeo ha dimensioni maggiori di quello Usa, presenta varietà di stili di vita e di comportamenti d'impresa ancora più ampie; nonostante gli sforzi delle nostre società di telecomunicazione, anche il nostro è un mondo trasparente alle informazioni. Le difficoltà strutturali delle nostre grandi aziende hanno anche motivi comuni; semmai da noi manca l'elasticità del sistema economico che ne faciliterebbe la soluzione. Ciò è in larga misura conseguenza dell'illusione pianificatoria che in Europa, e non solo in Italia, ha radici profonde; la tentazione interventista (i famigerati poli), agisce indipendentemente dalla buona volontà dei partiti. Nelle difficoltà presenti e incombenti, forte è la tentazione di adottare politiche protettive, che aumenterebbero il grado di rigidità del sistema. La presenza dello Stato nel capitale di un'azienda è comunque fattore di rigidità: paradossalmente, se diluita nel capitale di una pubblic company, risponde solamente alla funzione di bloccare, mentre ciò di cui c'è bisogno è di liberare energie e iniziative, di aumentare il numero degli incontri e delle interazioni, e quindi la probabilità di successo.

    segnali rurali personalizzati

    MARGI 1°
    segnali rurali personalizzati
    Video, 3 h, VHS
    Dischetto, News, Runtime Toolbook
    ................................................................................................................................................0.00
    Sigla: intervista breve ad un pastore di Lago con campionamento della voce, esempi di postproduzione di computer grafica sul logo del Potame Busento e citazioni di immagini tratte dal repertorio della realtà virtuale
    Runtime: 800 News, La sorpresa, il gioco, il territorio: la comunicazione nel Leader Potame Busento.
    La sigla introduce il tema "Dal fatalismo all'azione" nell'incontro con il pastore ed enuncia già alcune tecniche base dei criteri di produzione e postproduzione

    2.07
    Seminario "Dal fatalismo all'azione", Fernando Pierluca (Colli Esini): "Strategia di animazione del GAL"

    3.58
    "Dal fatalismo all'azione", consultazione banche dati con notizie sulla Comunità europea

    4.40
    Uno sguardo alla gente del Potame Busento. Installazione video d'ambiente dinanzi al portale del Convento di S. Francesco di Paola a Paterno Calabro

    5.51
    "Dal fatalismo all'azione". Intervento di Gianni Podo (Capo S. Maria di Leuca) su: "L'importanza primaria del soggetto animatore per provocare una dinamica dello sviluppo

    7.42
    "Dal fatalismo all'azione".Intervento di Sandro Adriano (Potame Busento), coordinatore dei lavori: Runtime: 803 News
    "... attivare meccanismi percettivi e logici ... spiazzamento della phonè dialettale con le tecniche digitali di campionamento, video-inchieste sul campo, happening, .... (News 803)"

    9.01
    "Dal fatalismo all'azione".Fernando Pierluca: Anticipazioni sullo svolgimento del conclusivo Seminario Europeo di giugno a Cingoli

    10.40
    "Dal fatalismo all'azione". Maurizio Capelli (Medio-Agrisauro): Fare di un territorio un'impresa;dibattito sul ruolo della comunicazione nei progetti di sviluppo

    15.56
    Rap- manifesto del Potame Busento
    Runtime: 806 News, CROSS OVER musiche degli anni '90

    23.40
    "Dal fatalismo all'azione". Rodolfo Vitelli e Marianna Colangelo ( ALLBA): Strategie di comunicazione; coinvolgimento delle organizzazioni presenti sul territorio nel progetto Leader

    26.22
    "Dal fatalismo all'azione".Renato Covacci (Sardegna):Integrazione del progetto Leader in altri progetti paralleli

    29.06
    Visita-scambio a Trento:Giuseppe Nicoletti illustra le modalità di intervento nel Potame-Busento

    30.24
    Immagini del Potame Busento (video rilevazione)

    31.40
    Maria Tucci (GAL di Albidona), Leporace e Tucci: Video appunti in margine al seminario

    33.50
    Tessuti tradizionali a Paterno C.
    Visita di una delegazione portoghese al corso di formazione telai e tessuti ricamati

    39.00
    Incontro ad Altomonte con Barbieri , produttore, nell'ambito del corso di formazione sui prodotti tipici

    44.19
    Dalla manifestazione spettacolo "Prima vi cantu poi vi cuntu" - 19 settembre 1992: "U vinu" di Giorgio Massacra

    46.08
    Lingua e dialetto: Introduzione di E. Pagliarani al Convideo 2 - Laboratorio di poesia
    Letture pubbliche ed interventi poetici

    1.00.00
    "Fotografie giapponesi", video-poesia di Orazio Garofalo. Dipignano, Sala del Camino

    1.03.00
    Incontri con operatori del Potame Busento partecipanti ai corsi di formazione mirati
    Giampaolo Nardi, Adriana Toman, ........

    1.14.20
    Settembre '92, Convideo 1: Laboratorio di canto a Paterno C. e a Dipignano con Nino De Rose

    1.28.25
    Agorà Bbs, bulletin board system di Roma: Incontro di Claudia Cataldi, redattrice di Margi, con operatori telematici: Intervista ad editore Edizioni Shake

    1.46.10
    Luigi Aloe e Giorgio Massacra a Lago: Question show in strada. Incontri e situazioni quotidiane
    Runtime: 804 News, Walking Leader Potame Busento

    1.53.56
    Momenti di restauro di una chiesetta di Lago con i corsisti ed un docente della formazione sui lapidei

    1.57.56
    A Terrati di Lago, in campagna, "sulla coltivazione dei piccoli frutti"

    2.01.00
    Massacra television: un laboratorio di televisione a Carolei per il Carnevale '93.
    Il postino, l'attore, lo strinaro, un anziano
    Runtime: 805 News, CONVIDEO 4

    2.40.01
    Pantanolungo di Carolei: vacanze in un borgo dimenticato.
    Una guida nella memoria del luogo

    2.46.12
    L'azienda agricola di F. Aloe: Filosofia e strategie di sviluppo

    i professionisti

    Di etichette i professionisti ne fanno 50 al giorno. Funziona cosi': li paghi e loro ti fanno l'etichetta.
    Un tempo si osservava l'etichetta. Ora, affamati di sapere, la si legge soltanto. In perfetta solitudine. Di fronte agli scaffali del supermercato, ai banchetti dei prodotti tipici, si schierano in rapida successione gli spettatori di una breve rappresentazione. Ecco la scena: l'occhio, avido, scandisce,scannerizza rapidamente i prodotti al di la' del vetro; seleziona con procedura - come dire - manuale, con rotazioni di 45, 90, 180 gradi, i titoli di testa del barattolo; comincia poi con successive torsioni la lettura del testo, lo scritto multimediale, in una sorta di giostrina in movimento, con rototraslazioni fantasma-goriche. Insomma, prende e si porta sotto il naso l'oggetto del desiderio ben selezionato. E' solo a questo punto che si verifica l'evento che si vuole qui osservare: la donna che acquista, nell'atto stesso del comprare (I, II e III atto), spende una parola, una chiacchiera, un'occhiata. La getta li', la dedica a se' stessa, al bisogno suo d'uscir fuori...


    --

    mondoailati

    L'analogia del MaL con un grande blog è senza dubbio calzante: solo che qui abbandoniamo l'onanismo [tanto per usare una terminologia cara ad Akaglenn, che saluto] tipico del blog individuale a favore dell'orgia, per così dire, con una passione tale che a volte ci appare degna di migliore causa.
    Ma è la vita stessa ad essere caotica e orgiastica, perchè il MaL dovrebbe essere diverso? Perchè dovremmo abbandonare la complessità dell'esistenza per semplificare tutto, riducendo questo luogo così vitale e concreto ad una "città dei ragazzi"?
    Tanto è vero quello che dico che addirittura passioni, pulsioni, desiderio di potere, affermazione individuale e risposta collettiva, sgarbi e violenze, amicizie che si vogliono eterne e inimicizie che appaiono irreversibili, tutta la gamma dei sentimenti e dell'agire umano si ritrovano in questo luogo che si pretende virtuale e sempre più si rivela reale.

    Ma, come in tutti i luoghi reali che si rispettano, c'è anche bisogno di concretezza oltre che degli indispensabili sogni e visioni.
    Una cosa deve essere ben chiara però: non si tratta di una "simulazione", non stiamo costruendo una cosa che non esiste. Lavoriamo ad un progetto che oggi è il reference del MaL, domani potrebbe essere quello della ASL di Cosenza o del Comune o il sito web di un'azienda o del Museo del Presente.
    Le tecniche e gli strumenti che adotteremo non saranno dissimili da quelli in uso presso una qualunque di queste realtà del mondo dei "grandi".

    Nel progettare un luogo dove l'informazione sia ben organizzata, efficacemente rintracciabile e ben visibile non dobbiamo perdere l'ancoraggio ai contenuti del portale, che è necessario assumere come la piccola rete nella grande Rete. Manteniamo vitale il flusso informativo, senza cristallizzarlo, grazie al forte legame con i forum, con gli articoli sul MaL ma anche su didattica e con i portalini dei professori che dovrebbero essere sempre aggiornati (possibilmente dagli stessi professori) con orari, libri di testo, dispense e avvisi.

    Nella scrittura il pensiero

    Nella scrittura il pensiero perde facilmente la sua mobilità, ma soprattutto riesce difficilmente a mantenere quella specifica pluralità di dimensioni che è propria del suo ambito.
    A differenza di quanto accade nelle scienze, il rigore del pensiero non consiste semplicemente nell'esattezza artificiale, cioè tecnico-teorica, dei concetti.
    Esso riposa nel fatto che il dire rimane puramente nell'elemento della verità dell'essere, e lascia dominare ciò che, nelle sue molteplici dimensioni, è il semplice.
    D'altra parte lo scritto offre l'obbligo salutare di una ponderata formulazione linguistica

    Il linguaggio è la casa dell'essere

    Il linguaggio è la casa dell'essere
    Nella sua dimora abita l'uomo
    I pensatori e i poeti sono i custodi di questa dimora
    Il pensiero non si fa azione solo per il fatto che da esso scaturisce un effetto o una applicazione
    La liberazione del linguaggio dalla grammatica tocca al pensare e al poetare
    Il conoscere come comportamento "teoretico"
    La filosofia si giustifica di fronte alle scienze

    Heidegger,Steimberg, Google,House dr ,Homer,

    • Heidegger, la tecnica domina il nostro mondo (complesso di procedure, pensieri, atti)
    • Steimberg, lo stoicismo degli americani consente una società aperta e democratica
    • Google, Search don't sort & Picasso che non cerca, trova
    • Homer, Se era così intelligente, perchè è morto?
    • House dr. , il lavoro in team per chi formula diagnosi di mestiere: forme di ragionamento distribuite

    crossover


    video

    videorlab | MySpace Video

    sabato 12 giugno 2010

    Copy of Guida a VIM

     



     Vim è un editor di testo open source e multipiattaforma molto apprezzato da chi ama la linea di comando. Esso infatti non è dotato di interfaccia grafica e il suo utilizzo si basa su una serie di comandi.



    Vim



     (Vi IMproved) è nato sulla base di Vi, uno storico editor di testo dei sistemi UNIX-like. La sua evoluzione ha permesso di integrare funzionalità per la modifica del codice sorgente o dei file di configurazione, per la stesura di email e molto altro.



     


    Vim si trova preinstallato su tutte le distribuzioni Linux, quindi impariamo ad usarlo in modo abbastanza completo e scopriamo tutti i segreti per gestirlo al meglio.


     


    La caratteristica fondamentale di Vim è la sua natura modale, ovvero i normali caratteri della tastiera hanno significato sia di inserimento testo che di comandi usati per gestire l’ambiente di scrittura. Questo significa che lo possiamo utilizzare anche senza il mouse.


    Sommario



    1. Movimenti base del cursore

    2. Movimenti avanzati

    3. Intervalli di selezione

    4. Inserimento

    5. Sostituzione

    6. Cancellazione

    7. Copia e Incolla

    8. Trova e sostituisci

    9. Ripristino di operazioni

    10. Gestione dei file (Salva, …)


    —————————————————


    1. Movimenti di base del cursore


    k / j ……………………………………… muovi cursore in [alto / basso]

    h / l ……………………………………… muovi cursore a [sinistra / destra]


    w ……………………………………… vai all’inizio della prossima parola

    b ……………………………………… vai all’inizio della parola precedente

    e ……………………………………… vai alla fine della parola successiva

    W, B, E ……………………………………… come w, b, e ma delimitata da spazi


    ( / ) ……………………………………… vai all’inizio o alla fine della riga

    { / } ……………………………………… vai all’inizio o alla fine del paragrafo


    0 / gm / $ ……………………………………… vai all’inizio, a metà o alla fine della riga del cursore


    ^ ……………………………………… vai al primo carattere non spazio della riga

    + ……………………… vai al primo carattere non spazio della riga successiva

    - ……………………… vai al primo carattere non spazio della riga precedente

    n| ……………………………………… vai alla n-esima colonna della riga corrente

    % ……………………………… cerca la prossima parentesi, commento, define



    2. Movimenti avanzati


    G / 1G ……………………………………… vai all’inizio o alla fine del file

    n% ……………………………………… posiziona alla percentuale specificata del file


    nG o :n INVIO ……………………………………… vai alla riga n


    H ……………………………………… vai alla prima riga dello schermo

    nH ……………………………………… vai alla riga n dall’inizio dello schermo

    M ……………………………………… vai alla riga mediana dello schermo


    L ……………………………………… vai all’ultima riga dello schermo

    nL ……………………………………… vai n righe prima della fine dello schermo


    [( / ]) ……………………………………… vai alla () non chiusa [precedente o successiva]

    [{ / ]} ……………………………………… vai alla {} non chiusa [ " o "]


    [* ............................................. vai all'inizio di /* */ precedente

    ]* ……………………………………… vai alla fine di /* */ successivo


    CTRL e ……………………………………… muovi lo schermo una linea in alto

    CTRL y ……………………………………… muovi lo schermo una linea in basso

    CTRL b ……………………………………… muovi lo schermo di una pagina in alto

    CTRL f ……………………………………… muovi lo schermo di una pagina in basso


    z INVIO ……………………………………… riga corrente come prima dello schermo

    nz INVIO ……………………………………… riga n del file come prima dello schermo

    z. ……………………………………… riga corrente posizionata a metà schermo

    z- ……………………………………… riga corrente ultima dello schermo

    nz. / nz- ……………………………………… come z. e z- per una riga n-esima generica



    3. Intervalli di selezione


    :n,m ……………………………………… seleziona da riga n a m

    :. ……………………………………… seleziona la riga corrente

    :$ ……………………………………… seleziona la fine del file

    :’c ……………………………………… utilizza il marcatore c

    :% ……………………………………… seleziona tutte le righe



    4. Inserimento


    i / a ……………………………………… inserisci prima o dopo del cursore

    I / A ……………………………………… inserisci all’inizio o alla fine della riga

    gI ……………………………………… inserisci nella prima colonna

    o / O ……………………… inserisci una nuova riga sotto o sopra quella corrente

    notext ESC ……………………………………… inserisci n volte il testo text


    :r /etc/passwd INVIO …………………… inserisci il contenuto di passwd nel documento

    :r! comando INVIO …………………… inserisci l’output del comando nel documento


    :set ai INVIO ……………………………………… attiva l’indentazione

    :set sw=INVIO …………………… imposta a n i caratteri di indentazione


    << ................................. sposta a sinistra di un livello di indentazione

    >> ……………………………………… sposta a destra di un livello di indentazione

    n<< / n>> ……………………………………… sposta di n livelli di indentazione



    5. Sostituzione


    rc ……………………………… sostituzione del carattere sotto al cursore con c

    grc ……………………………………… come rc ma va in modalità inserimento

    Rtext ……………………………………… sostituisce i caratteri che seguono con text

    gRtext ……………………………………… come grc ma va in modalità inserimento


    s ……………………………………… cancella un carattere ed entra in modalità inserimento

    S o cc …………………………… cancella la riga corrente ed entra in inserimento

    cw …………………………… cancella fino a fine parola ed entra in inserimento

    c$ o C …………………………… cancella fino a fine riga ed entra in inserimento


    ~ ………………………………inverti maiuscolo / minuscolo e avanza il cursore



    6. Cancellazione


    x / X ……………………………………… cancella il carattere [sotto al / sopra del] cursore.

    nx / nX ……………………………………… come x o X ma per n caratteri

    dw ……………………………………… cancella fino alla fine della parola

    ndw ……………………………………… cancella n parole seguenti

    d$ o D ……………………………………… cancella fino alla fine della riga

    dd ……………………………………… cancella tutta la riga

    ndd ……………………………………… cancella n righe seguenti


    J ……………………………………… unisce la riga successiva a quella corrente

    gJ ……………………………………… come J senza modificare gli spazi

    nJ / ngJ ……………………………………… cancella n righe seguenti


    :rd INVIO ……………………………………… cancella le righe nell’intervallo r specificato

    :rd x INVIO ……………………………………… muovi le righe nell’intervallo r nel registro x



    7. Copia e incolla


    “x …………………………… usa il registro x (a-z) per le operazioni di copia o taglia

    :reg INVIO ……………………………………… mostra il contenuto di tutti i registri

    :reg x INVIO ……………………………………… mostra il contenuto del registro x


    yy o Y ……………………………………… copia la riga corrente nel registro attuale

    p / P …………………………… incolla il contenuto del registro [prima / dopo] cursore

    ]p / [p .............................. come p / P ma con un livello di indentazione

    gp / gP .............................. come p / P con il cursore dopo il testo incollato



    8. Trova e sostituisci


    fc / Fc ........................... [prosegui / torna indietro] fino a raggiungere c

    /stringa ……………………………………… cerca in avanti la stringa

    ?stringa ……………………………………… cerca indietro la stringa

    n / N ……………………………………… ripeti la ricerca nella [stessa / inversa] direzione

    # ……………………………………… cerca una precedente occorrenza

    * ……………………………………… cerca una successiva occorrenza

    g# / g* ……………………………………… anche occorrenze parziali


    :set ic INVIO ……………………………………… non considera maiuscole o minuscole

    :set noic INVIO ……………………………………… considera maiuscole e minuscole



    9. Ripristina una operazione


    u ……………………………………… annulla l’effetto dell’ultimo comando

    U ………………………… riporta la linea corrente alla situazione precedente

    . ……………………………………… ripeti ultima modifica



    10. Gestione file e uscita


    :w file INVIO …………………………… salva il documento con il nome file

    :w >> file INVIO …………………………… effettua l’append del documento sul file

    :n,mw file INVIO ………………………… scrivi su file le righe da n a m

    :wq INVIO …………………………… esci e salva il documento