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Consigli per la lettura
Conviene dare una leggiucchiata a questa guida prima del concerto, in modo che dopo si sa già un po' a cosa guardare, dove soffermare di più la propria attenzione. Inoltre per qualche brano si impiega forse più tempo a leggere la descrizione che a sentire il pezzo. E anche durante il concerto conviene leggere con una certa furberia, in modo da evitare che quando si è arrivati a leggere la descrizione di una cosa, l'evento a cui ci si riferisce appartenga già al passato. (1)

Struttura
Oratorio per soli, coro e orchestra. Sono in tutto 52 pezzi:
recitativi, arie, accompagnati, cori, un duetto e due parti solamente strumentali (l'ouverture e la "pifa"). Alcuni brani ("And He shall purify",'His Voke is easy", "For unto us", "All we like sheep" e "O death where is thy sting?") Haendel li ha ripresi da altri pezzi che aveva già composto prima. Gli altri brani sono stati composti specificamente per questo oratorio. Di vari brani esistono diverse versioni dello stesso Haendel, che ha lungamente rielaborato l'opera in occasione delle sue diverse esecuz ioni.
Di solito si fanno dei tagli. Nella nostra esecuzione ce ne saranno pochi. In questa guida mi riferirò ai brani che noi effettivamente eseguiremo, anche se non escludo qualche errore nel senso che forse includo qui qualche aria che poi in realtà non verrà eseguita. In questo caso, fate attenzione a capire dove stiamo. Invece sicuramente sarò preciso per quanto riguarda i brani corali.
L'oratorio è stato composto da Haendel (1665-1759) nel 1741, in 24 giorni, molto meno di quanto abbiamo impiegato noi a prepararne l'esecuzione. La prima esecuzioneè invece avvenuta nel 1742. L'argomento è l'attesa della nascita del Messia, e riferimenti al suo futuro destino in terra. I testi sono tratti dal vecchio e dal nuovo testamento. In realtà della vita di Cristo non si dice praticamente nu~la, salvo la citazione di passi evangelici sullasua nascita. L'argomento, insomma, verte più sulla funzione del Cristo che non sul suo insegnamento o sulla sua vita.
L'oratorio doveva essere una specie di opera senza costumi e senza azioni. In questo oratorio qui, però, l'aspetto drammatico è quasi assente, mentre prevale l'aspetto didascalico. Ciò nono-stante, in occasione di una esecuzione del 1743, esso è stato chiamato "Grand Divertissement". Anche se questa dizione oggi ci sembra del tutto impropria, io vi auguro di divertirvi molto per l'aspetto propriamente musicale dell'opera.
(1) In questa oltre che su mie osservazioni personali mi sono basato su: alcune cose dette da Sergio Siminovich, l'opuscoletto illustrativo, redatto da Jan Nuchelmans, che accompagna l'edizione discografica