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mercoledì 13 febbraio 2013

i giochi di parole

{..quasi tutti i film che imitano quelli di Godard sono insopportabili, perchè mancano dell’essenziale. Si può imitare la sua disinvoltura, ma si dimenticherà, non è un caso, la sua disperazione. Si imiteranno i giochi di parole,ma non la loro crudeltà. [detesto - i- registi-poeti (Fancois Truffaut)]}




  E' cominciata con la "conta" la presentazione alla libreria Einaudi del libro che raccoglie il lavoro poetico di Giulia Niccolai, Poemi & Oggetti, edita da Le Lettere.
  Atmosfera di gioco, di apertura all'ascolto del segreto infinito delle parole, humour sapiente e tutto femminile che resta in attesa delle rivelazioni inattese che la scrittura riesce a incrociare tra i piani delle nostre esistenze e quelli dei diversi linguaggi.
  Un vero divertimento quello propostoci da Monica Palma, Donata Negrini, Milli Graffi e Raffaella Molinari Cappi che si sono messe in un gioco che danzava intorno a un poeta/poetessa, oggi monaca buddista, che ha esordito giovanissima come fotografa, ha continuato come scrittrice di romanzi, ha fatto parte del "Gruppo 63", ha fondato e curato la rivista "Tam Tam" e l'omonima collana di poesia sperimentale, è stata animatrice insieme a Adriano Spatola del progetto editoriale Geiger, per approdare a una poesia visiva che resta in ascolto della realtà con uno stupore e meraviglia esilaranti a conferma del legame che unisce poesia e filosofia.

Milli Graffi, curatrice del volume, ha presentato come «un'onda lunga di riflessione» il lavoro teorico di Giulia Niccolai che è «un'oceano con varie isole staccate l'una dall'altra», che osa mostrare la non sovrapponibilità di significante e significato e nella provocazione mostra la realtà stessa. Emblematica la poesia poema tautologico dove nella pagina infila uno spillo, per tentare di dire e forzare un reale indicibile, come se «volesse appropriarsi di tutto il processo cognitivo necessario per vivere la vita» e l'oggetto infilato risulta così vicino alla verbalità da essere sovrapponibile ed insieme distante. 


Una "smussatrice di spilli" che ci mostra lo scarto tra realtà e pensiero, per vedere e accettare, del nostro esserci, il lato comico prima del tragico e giocando sul nonsense fa crollare le lettere di Dictionary facendole diventare Nary (nemmeno una parola). Qui e ora, afferma Raffaella, cinque donne "conversano" e se ad essere "versata insieme" è acqua, lavano cervelli, stanno praticando quell'attitudine a meditare, riduzione dello spazio tra pensare e sentire, che è in grado produrre una lettura sia della parola scritta che della realtà che si fa imitazione e non copia.


La raccolta intitolata "Frisbees" propone "poesie da lanciare", collocate ironicamente "tra mistica ed enigmistica", dotate di una sorprendente energia e vitalità ci fanno sorridere con il loro raccontarci di presunte coincidenze dalle quali sembra tralucere un'armonia superiore, una sorta di percorso "tra filo di Arianna e velo di Maya".
Un percorso di meditazione, afferma Monica Palma, un mettersi in viaggio inesauribile che è un ritrovarsi per andare oltre la superficie di ciò che è percepito, la riflessione di Giulia Niccolai gioca con l'umorismo ed è percorsa da un vertiginoso stile comico che Giorgio Manganelli ha accostato a quello delle Mistiche e delle Sibille e al loro muoversi tra il prima e il dopo. Un'attenzione agli spazi vuoti più che a quelli pieni che, come insegna la filosofia Zen e mostra l'autobiografia Esoterico biliardo, comporta il non escludere mai niente e nessuno e che nella sua scrittura si trasforma in “un viaggio che porta da un'altra parte", che si abbandona, dice Donata Negrini, ad una mobilità che si lascia andare al movimento delle onde e al divertimento puro "dell'esplosione della parola da se stessa" dove la velocità della mente di intrecciare le varie stratificazioni del reale sembra placarsi in una forma della sapienza e trasformarsi dall'inquietudine in quiete. . Ornella Crotti