giovedì 2 febbraio 2012

per Nietzsche quanto per Debord:


In girum imus nocte et consumimur igni

January 8, 2010 at 5:32 pm
Essa esprime perciò molto bene l’esperienza, che fu tipica degli Stoici antichi , della synkatathesis, dell’assenso del saggio alla heimarmene, alla provvidenza, da loro intesa come la serie inviolabile delle cause, “la legge razionale in base alla quale le cose avvenute sono avvenute, quelle che avvengono avvengono e quelle che avverranno avverranno” (Pohlenz, 1959). Connessa a tale esperienza è l’idea stoica dell’eterno ritorno, cioè del ripetersi di periodi cosmici ricorrenti, nei quali avvengono di nuovo gli stessi eventi già avvenuti precedentemente.
Come è noto, Nietzsche ha ripreso la concezione stoica dell’eterno ritorno intendendola non come una legge sovrastorica, ma come una “volontà di eterno ritorno”, come amor fati: solo così il passato può cessare di essere causa di frustrazione e d’impotenza.
Il futuro non potrà darci nulla di meglio di quanto non ci abbia dato il passato. La via dell’utopia è sbarrata tanto per Nietzsche quanto per Debord: essa è estranea al “grande stile”.
Dice Debord: “Quanto a me, io non ho mai rimpianto nulla di quello che ho fatto, e confesso di essere tuttora assolutamente incapace d’immaginare che cosa avrei potuto fare di diverso, essendo ciò che sono” (1978).
Orazio Converso“Non ho mai capito molto bene - dice - i rimproveri , che mi sono stati fatti, secondo i quali io avrei perduto questa bella truppa in un assalto insensato, o per una sorta di compiacimento neroniano (...) Prendo senz’altro su di me la responsabilità di quello che è avvenuto” (1978).

Prevale l’atteggiamento stoico di accettazione del presente e del passato ; questo è senz’altro un aspetto molto importante del “grande stile”.
La vita è un labirinto da cui non si può uscire: da ciò appunto deriva il titolo del suo film In girum imus nocte et consumimur igni. Questa frase, che letteralmente vuol dire “giriamo in tondo nella notte e siamo divorati dal fuoco”, presenta la curiosa caratteristica di poter essere letta dalla lettera finale fino alla lettera iniziale senza il minimo mutamento.

January 8, 2010 at 5:41 pm