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venerdì 17 giugno 2011

Rootiers e Ricerca di Sistemi sul Web

VOCE
Google, voce e vista per la ricerca - venerdì 17 giugno 2011 - esordiscono ora anche su PC: la ricerca vocale e quella visuale: la novità più d'effetto è la ricerca parlata: già adottata su Android, viene ora impiegata in Google Chrome, che già ad aprile aveva implementato il supporto delle API per gli input vocali e ora lo estende all'homepage di Google.

Le linee di ricerca dei rootiers nati dall'esperienza di videor.com sono molteplici, tra queste l'uso di un modem e del suo software per il networking, più la voce.
  1. Il Numero dei Verdi del 1995 a Roma
  2. Le conserve interattive dalla Calabria a Roma per i produttori del Potame-Busento
  3. Il callweb per la Facoltà di Economia dell'Università di Calabria
  4. La Internet Radio per gli studenti di Comunicazione al Laboratorio di trasferimento tecnologico (Dipartimento Filosofia, Unical)

domenica 13 giugno 2010

LA COMUNICAZIONE MEDIATA DAL CALCOLATORE.

1996 - http://inondare.blogspot.com/2008/07/il-punto-di-vista-condivisibile-la.html
premessa
MEDIA GENERALISTI. TELEMATICA.

Un'emittente telematica potrebbe apparire oggi una contraddizione in termini
[emittente dichiara il broadcast del media generalista, telematica evoca il
contatto personale a distanza: antitesi dei termini] se non ci fosse questo
corpo mutante dei media sotto i nostri occhi ogni momento.

("il corpo e l'ombra sprofondano assieme" beckett)

Il colto e l'inclita procedono spalla a spalla. La pop-cultura ci abitua a
pensare il quotidiano e a trasmetterlo in modo orizzontale, casa per
casa strada per strada: come in un eccidio!

La cultura dei media ha diffuso la strage come stile di vita, ma la telematica
recrimina e non gli oppone che il controllo concentrazionario: cosi' non
puo' andare!
Discute, discute: e questo e' il suo mestiere, del resto. Della Telematica, dico.
Questo sa fare, e fa.

Non si cura d'intendere pero' che il media intanto tiene il Punto di Vista Condiviso
e ne e' forte. La telematica pensa, e discute. E' interiore e civile.
Intanto il Media, vorace e selvaggio, tiene il territorio e lo devasta.
(come i turisti..

1.
IL PUNTO DI VISTA CONDIVISIBILE. LA COMUNICAZIONE MEDIATA DAL CALCOLATORE.

A favore del media.
Tenta di parlare a tutti. Fa un discorso diretto, da uno a molti.
E per questo ci conforta, ci tiene insieme, magari col suo dir nulla:
a dire, tanto, poi, ci si pensa noi. no?

E la strage allora?
L'antibiotico fa strage di microbi, il fascinoso di cuori, e cosi' via.

Se il media mostra l'ora esatta a tutti, li raccoglie e rassicura. Segna
un evento indiscutibile: per tutti, nello stesso momento.

Se lo fa la telematica, lo fa nel segno discreto, nella distinzione: lo dice
a tutti, ma uno per uno.

La telematica ci divide, ma non perche' ci coglie ognuno in un posto
diverso, magari in casa: anche la televisione ci riunisce, ognuno in
casa propria, in un evento di cui parlare tra noi, subito o il giorno
dopo. La televisione e' la piazza.

Anche: la telematica e' pur essa una piazza. Quindi il punto di differenza
e' altrove.
La telematica e la tv son differenti solo perche' la telematica colloquia
sempre scientemente, in modo diretto: tende a parlare guardandoci negli
occhi, non ci lascia guardare senza dire niente, ci vuol sempre identificare,
sapere con chi parla.
E questo non ci lascia liberi di fluttuare nel mare delle conoscenze.

Nella telematica si deve pensare sempre.

2.
LOOSE TV

Ma non e' detto. Non e' detto che la telematica non possa essere altro:
e allora lo diciamo noi, qui.
Il matrimonio tra la televisione e il computer puo' portare ad un media
diverso se l'una non prevarica l'altro, e viceversa.
La televisione interattiva di cui si parla usa il computer per separare
(il video on-demand) schiacciando lo spettatore su un unica dimensione,
quella del consumatore.
Ma potrebbe invece enfatizzare l'attuale funzione del 'telecomando'
rendendoci padroni di cambiare interlocutore e di compagnia - avendo
modo, in piu', di parlare. In questo caso si realizzerebbe - 'a televisioni
sciolte' - una dinamica in cui il computer spinge le tele-visioni nella
loro molteplicita' e differenze, e la televisione dona ai computers il
luogo da cui partire per le differenze.

E' un moto di va e vieni che va sperimentato e cercato con gli utenti: non
e' data ricerca di comunicazione interattiva fuori dal contesto dato dai
media e dalla rete: occorre vista lunga che non e' di tutti, ma e' bene
lo specialismo in queste cose rimandarlo al termine.

i professionisti

Di etichette i professionisti ne fanno 50 al giorno. Funziona cosi': li paghi e loro ti fanno l'etichetta.
Un tempo si osservava l'etichetta. Ora, affamati di sapere, la si legge soltanto. In perfetta solitudine. Di fronte agli scaffali del supermercato, ai banchetti dei prodotti tipici, si schierano in rapida successione gli spettatori di una breve rappresentazione. Ecco la scena: l'occhio, avido, scandisce,scannerizza rapidamente i prodotti al di la' del vetro; seleziona con procedura - come dire - manuale, con rotazioni di 45, 90, 180 gradi, i titoli di testa del barattolo; comincia poi con successive torsioni la lettura del testo, lo scritto multimediale, in una sorta di giostrina in movimento, con rototraslazioni fantasma-goriche. Insomma, prende e si porta sotto il naso l'oggetto del desiderio ben selezionato. E' solo a questo punto che si verifica l'evento che si vuole qui osservare: la donna che acquista, nell'atto stesso del comprare (I, II e III atto), spende una parola, una chiacchiera, un'occhiata. La getta li', la dedica a se' stessa, al bisogno suo d'uscir fuori...


--

mondoailati

L'analogia del MaL con un grande blog è senza dubbio calzante: solo che qui abbandoniamo l'onanismo [tanto per usare una terminologia cara ad Akaglenn, che saluto] tipico del blog individuale a favore dell'orgia, per così dire, con una passione tale che a volte ci appare degna di migliore causa.
Ma è la vita stessa ad essere caotica e orgiastica, perchè il MaL dovrebbe essere diverso? Perchè dovremmo abbandonare la complessità dell'esistenza per semplificare tutto, riducendo questo luogo così vitale e concreto ad una "città dei ragazzi"?
Tanto è vero quello che dico che addirittura passioni, pulsioni, desiderio di potere, affermazione individuale e risposta collettiva, sgarbi e violenze, amicizie che si vogliono eterne e inimicizie che appaiono irreversibili, tutta la gamma dei sentimenti e dell'agire umano si ritrovano in questo luogo che si pretende virtuale e sempre più si rivela reale.

Ma, come in tutti i luoghi reali che si rispettano, c'è anche bisogno di concretezza oltre che degli indispensabili sogni e visioni.
Una cosa deve essere ben chiara però: non si tratta di una "simulazione", non stiamo costruendo una cosa che non esiste. Lavoriamo ad un progetto che oggi è il reference del MaL, domani potrebbe essere quello della ASL di Cosenza o del Comune o il sito web di un'azienda o del Museo del Presente.
Le tecniche e gli strumenti che adotteremo non saranno dissimili da quelli in uso presso una qualunque di queste realtà del mondo dei "grandi".

Nel progettare un luogo dove l'informazione sia ben organizzata, efficacemente rintracciabile e ben visibile non dobbiamo perdere l'ancoraggio ai contenuti del portale, che è necessario assumere come la piccola rete nella grande Rete. Manteniamo vitale il flusso informativo, senza cristallizzarlo, grazie al forte legame con i forum, con gli articoli sul MaL ma anche su didattica e con i portalini dei professori che dovrebbero essere sempre aggiornati (possibilmente dagli stessi professori) con orari, libri di testo, dispense e avvisi.

Nella scrittura il pensiero

Nella scrittura il pensiero perde facilmente la sua mobilità, ma soprattutto riesce difficilmente a mantenere quella specifica pluralità di dimensioni che è propria del suo ambito.
A differenza di quanto accade nelle scienze, il rigore del pensiero non consiste semplicemente nell'esattezza artificiale, cioè tecnico-teorica, dei concetti.
Esso riposa nel fatto che il dire rimane puramente nell'elemento della verità dell'essere, e lascia dominare ciò che, nelle sue molteplici dimensioni, è il semplice.
D'altra parte lo scritto offre l'obbligo salutare di una ponderata formulazione linguistica

Il linguaggio è la casa dell'essere

Il linguaggio è la casa dell'essere
Nella sua dimora abita l'uomo
I pensatori e i poeti sono i custodi di questa dimora
Il pensiero non si fa azione solo per il fatto che da esso scaturisce un effetto o una applicazione
La liberazione del linguaggio dalla grammatica tocca al pensare e al poetare
Il conoscere come comportamento "teoretico"
La filosofia si giustifica di fronte alle scienze

lunedì 24 maggio 2010

il pazzo, il poeta

il pazzo e' il Differente solo nella misura in cui non conosce la Differenza; non vede ovunque che somiglianze e segni della somiglianza; tutti segni per lui si somigliano e tutte le somiglianze valgono come segni.

All'altro estremo dello spazio culturale, ma vicinissimo per la sua simmetria, il poeta e' colui che , al di sotto delle somiglianze nominate e quotidianamente previste, ritrova le parentele sepolte delle cose, le loro similitudini disperse. Sotto i segni stabiliti, e loro malgrado, afferra un altro discorso, piu' profondo, che richiama il tempo in cui le parole scintillavano nella somiglianza universale delle cose: la Sovranita' del Medesimo, cosi' difficile da enunciare, cancella nel suo linguaggio la distinzione dei segni.

Di qui, indubbiamente, nella cultura occidentale moderna, il fronteggiarsi della poesia e della follia: non piu' il vecchio tema platonico del delirio ispirato, ma il segno di una nuova esperienza del linguaggio e delle cose. nei margini di un sapere che separa gli esseri. i segni e e le similitudini, al fine di limitarne il potere, il pazzo si rende garante della funzione dell'omosemantismo: raccoglie tutti i segni e li colma di una somiglianza che non cessa di proliferare.

Il poeta garantisce la funzione contraria: assolve alla funzione allegorica; sotto il linguaggio dei segni e il gioco delle loro distinzioni ben ritagliate, si pone all'ascolto dell''altro linguaggio', quello, senza parole ne' discorso, della somiglianza. Il poeta fa venire la similitudine fino ai segni che la dicono, il pazzo carica tutti i segni di una somiglianza che finisce col cancellarli. Situati sull'orlo esterno della nostra cultura e vicinissimi alle sue divisioni essenziali, essi si trovano cosi', l'uno e l'altro, in quella situazione al limite .... in cui le loro parole incessantemente trovano il loro potere di estraneita' e la risorsa della loro contestazione. Fra loro s'e' schiuso lo spazio di un sapere nel quale, in virtu' di una rottura essenziale nel mondo dell'Occidente, non si avra' piu' da fare con similitudini, ma con identita' e differenze.

Sono cosi' pericolose le similitudini?
l'avventura di Don Chisciotte sara' una decifrazione del mondo: un percorso minuzioso per rilevare sull'intera superficie della terra le figure che mostrano che i libri dicono il vero le parole sono soltanto quello che sono, non contrasegnano piu' le cose crudele ragione delle identita' e delle differenze deridono i segni e le similitudini..il linguaggio in don chisciotte spezza la sua vecchia prentela con le cose.

Anchorman. Videorilevazione.

Dei modi di produzione che quasi non lo sono. La videorilevazione è lo sguardo cinico e distratto sugli avvenimenti: ti siedi sulla panchina e guardi. Lo zapping, una sorta di riflessione in camera di montaggio e post produzione: la possibilità di cambiare canale come e quando si voglia per avere la complessità degli avvenimenti, tutto il volume dei linguaggi - come direbbe Barthes - e insieme il dato frammentario.

Il passo successivo è rendere lo zapping in diretta e in tempo reale
in bus, in treno, al parco, in metropolitana, al bar gettiamo convulsamente (ne va della nostra efficacia cognitiva)
lo sguardo al giornale, al libro, per un attimo all’orologio, al vicino,
fuori dal finestrino, a scrutare discorsi o persone, particolari irrilevanti, minuzie,...
Una navigazione casuale in luoghi e situazioni.
La videoinchiesta di Chiambretti o la one-man-television di
Giorgio Massacra, Linea Verde di Federico Fazzuoli, parlano da sè, nulla o quasi che si possa aggiungere;
attraverso il mezzo e il suo medium reale, l’Artista, "si prende all’amo l'intelligenza e la vivacità dei singoli"
quel che hanno da dirsi, forse quel che sono,....

Questi modi, per le caratteristiche stesse del Media (l’artista) e del Mezzo (la televisione) rendono al documento, all’opera, insomma, il dato di immediatezza
il qui e ora e alla TV il valore d’uso originario, iscritto nei suoi cromosomi.

Del resto risulta sempre più urgente, dice A.Abruzzese
(..) saper essere presente. Saper abitare questi nuovi territori di cui lo sviluppo tecnologico annuncia l’apertura.
(..) ne saranno sconvolti i vecchi uomini e le vecchie leggi dei linguaggi e dunque anche dell’agire. Non solo le sfere del lavoro,
del divertimento, dei rituali simbolici e narrativi, della partecipazione e del dissenso, della norma e della
devianza, saranno destrutturati, criticati,
ma anche i saperi, le discipline tradizionali, persino gli antichi statuti
- i soggetti ed i fini dell’esperienza artistica (..)

E’ curioso che
proprio nel momento in cui rivendica il bisogno della massima obiettività del dato
l'inchiesta audiovisiva
abbia bisogno del massimo di soggettività da cui partire, l’arte:
per giungere alla soggettvità obiettiva dei singoli.

E poi, il luogo.
Ha bisogno di un luogo che rappresenti una frattura, una crisi del vivere quotidiano
(ed ecco la Villa e il verde, il Museo, il Teatro....)
in cui cogliere il soggetto di fronte a se stesso:
in cui l’individuo si prende cura di se.

Dei modi di produzione, dunque, dei criteri per dar luogo a nuovi spazi di linguaggio.

Netscape mode, 1994

Un giorno di pausa e' piuttosto lavoro che altro:
uno sguardo ai settimanali, alla programmazione televisiva,
a conversazioni un po' oziose e distratte, alla radio locale, ai
giochi televisivi estivi... Ed ecco la stereofonia
dei linguaggi. Ed eccoci diventare luoghi pubblici,
piazze di Tangeri, souk. Luoghi in cui sostano parole,
sintagmi minuti, mozziconi di formule:
"nessuna frase a formarsi, questa la legge di quel linguaggio"
Di colpo torno a lavorare, a speculare sugli strumenti
che certi giornalisti ancora generosamente riescono a mettere
in campo
#
Minacciata dal carico di queste preziosita' che chiedono
di essere raccolte - almeno da uno scrittore di nuovi media-
guardo con fiducia al web robot che in modo asincronico -
quando dormo, viaggio, mi dimentico della sua esitenza -
continua a girare, ad essere scritto, a pubblicare
casualmente random mode tutto cio' che da ogni angolo della terra,
senza orari, gli viene chiesto di pubblicare send mode.
Vi guardo come all'unico automatismo capace di garantire, previa
scrittura, la compresenza di media, di linguaggi: sembrerebbe la
Mostra di Venezia, sembrerebbe ogni Festival Internazionale
del cinema:

"Una medusa labi, una nuvola informe, un inzeppato contenitore:
senza linea, senza centro e senza cuore, raccolgie opere eteroclite,
affastella film eterocliti, moltiplica sezioni e sottosezioni, accumula
il possibile, si muove in direzioni divergenti,
rifiuta limiti e allarga i confini, concilia l'inconciliabile, accosta
lungo e corto, minimo e colossale, celebre e clandestino.
Come tutti i festival: per caos e per caso".

Ma qual e' il punto? Il punto e' (o potrebbe essere)
la comunicazione digitale, la cultura digitale, il nuovo media.
Certamente nuovo linguaggio che aspira a comprendere
(senza rassicurazioni) tutti gli altri e che fa della casualita'
il principale criterio di pubblicazione.


CLip di televisione folle - frammenti di televisione folle -
greedy (tecnica e metodo di programmazione) television
(in onda da domenica 3 settembre 1995 su Ten, Teleuropa Network)
Il linguaggio e' quello del robot che muove il web.
Il linguaggio e'quello che sottende il modelllo caotico e casuale,
che lo sostiene, che permette di dirlo, di scriverlo.
In attesa che la radio si digitalizzi, che la televisione
prenda ad avere un corpo e un'anima digitali... il corpo e l'anima del
webrobot li raccolgono,: frammenti audio-video-testo confluiscono
senza sosta ( ) in un contenitore che automaticamente
e casualmente li ripropone epubblica continuamente ogni 8,4,3,2...
secondi.

DA COSENZA AD AMANTEA

DA COSENZA AD AMANTEA: Km 49.4, seguendo la Statale 278 di Potame, tortuosa e con varie pendenze, di notevole interesse per i boschi e per le vedute sui selvaggi valloni e verso il mare. Si esce da Cosenza a Ovest e si risale per un tratto la riva sin. del Basento; a 1.6 Km s'incontra a sin. una strada con molte curve che conduce verso sud (Km 9) a Dipignano m 720, ab. 3438, di origine medioevale, che nella chiesa di S. Maria delle Grazie conserva elementi architettonici quattrocenteschi. La strada continua (Km 14.5) per Paterno Calabro m 680, ab. 1557, paese di antica fondazione, situato in pendio. Il notevole santuario di S. Francesco di Paola, costruito da maestranze locali nel 1444, conserva alcuni resti architettonici del sec. XV, tra cui un portale archiacuto datato 1447. All'interno del convento, Ecce Homo, dipinto su rame del '600; Battesimo di Cristo, tela di C. Santanna del 1786; Ritratto di frate di C.I. Voirin del 1709; alcune incisioni del secolo scorso, tra cui S. Michele (1884, da G.Reni); S.Filippo Neri (da C. Maratta); Madonna col Bambino in alabastro, copia della Madonna di Trapani di Nicola Pisano; manoscritti del sec. XIV, ceramiche ed argenterie del '700 e dell'800. Dopo il bivio per Dipignano si prosegue nella valle del Busento, rivestita in basso di gelsi e ulivi, in alto di castagneti. Dopo una salita ci si riaffaccia alla profonda valle del Caronte, in vista della Serra su cui sorgono Marano Principato, Cerisano e piu' innanzi Mendicino, in paesaggio ridente; piu' a sin. ancora appare il M. Cocuzzo m 1541. Si corre tra folti castagneti; poi, mentre la vista si fa molto ampia verso nord sulla valle del Crati, cui fa da lontanissimo sfondo il Pollino, si tocca, Km 9.4, Carolei m 624, ab.2651, che si riallaccia alla bizantina Karalea, paese agricolo frequentato per villeggiatura, con qualche attivita' artigianale. La chiesa matrice di S. Nicola di Bari, addossata a un pittoresco sperone di roccia, ha un elegante portale barocco di pietra scolpita e racchiude nell'interno interessanti intagli lignei e alcune tele del '700. Nella chiesa di S. Pietro al Carmine, coro, confessionali, porta, in legno scolpito e intarsiato del '700; varie tele di J. Cingeri del 1780. Proseguendo in salita lungo la dorsale tra il Caronte e il Busento, si passa, Km 14.8, per Domanico m 730, ab.1106, allungato sul crinale di un dosso, con qualche antico palazzo. La vicina frazione Motta, poco a est, presenta un aspetto suggestivo, situata com'e' attorno a una bizzarra rupe.

Dopo una breve discesa si sale ancora tra querce e castagni sempre piu' fitti e, attraversato un vallone, si risalgono le pendici della Serra delle Grandini fino, Km 21, ai piani di Potame, magnifico altopiano di aspetto alpestre, in corso di valorizzazione turistica, molto adatto per escursioni e per lo sport venatorio, con pascoli invasi dalle felci. Raggiunta, Km 22.4, la cantoniera di Potame m 1005, la statale scende, con vista sempre piu' interessante, nella fresca e stretta valle di Manca Fragola, rivestita di faggi, ontani, roveri e querce, alternati a campi. A una selletta la vista si apre sulla V. dell'Oliva, sparsa di casali; quindi con una profonda curva e una decisa conversine a nord ci s'interna nella valle di Lago, dominata dall'ardita piramide di M. Cocuzzo: a un tratto il panorama si fa singolarmente grandioso e di fronte si vede il mare. A Km 30.6 si giunge a un bivio dal quale si stacca a d. il nuovo tronco della statale, piu' ampio e comodo, che segue il fondovalle del T. Licetto e conduce piu' rapidamente alla meta (col risparmio di Km 6.6 rispetto al vecchio tracciato). Seguendo invece il vecchio tracciato, poco oltre, Km 31.2, s'incontra a d. un tronco (Km 0.8) per Lago m 485, ab. 4143, situato su un piccolo terrazzo roccioso, base pee escursioni e ascensioni nella zona circostante (tra cui quelle, interessanti, al M. Santa Lucerna m 1256, per il passo delle Giovenche, con bellissimo panorama, e al M. Cocuzzo m 1541, per i piani di Potame; la notevole moderna chiesa dell'Annunziata, in stile gotico, e' decorata di affreschi da P. Mazzotti; nella chiesa di S. Maria del Soccorso, al cimitero, Madonna col Bambino e S. Giovannino, tavola pregevole di ignoto del '500.

lunedì 3 maggio 2010

La casa dell'identita'.

la strada parte solo da un punto
- parte da dove non c'e' la strada -
e da li' puoi andare dove ti pare,
per esempio puoi fare il giro del mondo.

Questa e' la casa dove trovo la
frangetta sulla mia faccia tonda
e i miei denti bianchi
i salti sulla rete
la cena sul terrazzo
il galletto che stride
sui tetti.

Questa e' la casa
delle foto da bambina
dei pomeriggi disegnati

la casa della mia piu' bella maglietta arancione
- e mangio i vermi delle ciliegie mentre salto sul letto -
­la casa delle barzellette balbettate
del canarino sulle scale
dei geranii
e delle ipomee

la casa della noia
e dei capricci
e
del mio nome
- e ogni problema di sopravvivenza dimenticato.

sabato 27 marzo 2010

YOUTUBE-VIDEOR % Visualizzazioni delle visualizzazioni totali

979 (40%) da Video correlati

RicercaYouTube 522
21%

Link esterni 193
8,0%

Virale/altro 177
7,3%

YouTube (altro)
175
7,2%

RicercaGoogle 147
6,0%

Player incorporato 120
4,9%

Player nella pagina canale di YouTube 61
2,5%

Dispositivi mobili 27
1,1

Video in primo piano 1
0,04%

Visualizzazioni totali di tutti i video: 51.166 (negli ultimi 17 mesi)
dunque per 3000 visti al mese

venerdì 26 marzo 2010

Editor choice

I media attuali sono inadeguati alla forte richiesta di interattività che viene dalla società complessa, non più stratificata in modo ordinato ma orientata a modelli gassosi turbolenti ed in adattamento continuo agli ambienti di riferimento. La rete Internet per questo è divenuta man mano il loro rifugio sotto forma di web-radio web-tv - senza contare i quotidiani online, ibridi multimediali con funzioni interattive, attenti agli aggregatori di informazione e alle modalità di lettura, e di fruizione in genere. Il passo decisivo è maturo, quello dell Emittenza Telematica, della rete che si fa media capovolgendo nel contempo l'asse utente/giornalista a favore del primo termine, andando decisamente verso il peer to peer e la community degli utenti. Così il sistema trasferisce le funzioni di controllo dei processi dal giornalista d'informazione (ruolo datato eterodiretto) ai redattori di nuova medialità con funzioni più prossime alla gestione di risorse umane (e non solo) e di ascolto diretto tramite callweb con specifiche delle chat estese. Con il multicanale, oltre Internet, utilizzandone i protocolli, e con il mobile computing, la rete matura è cosa fatta, non resta che organizzare ora le persone e le risorse. L'economia e la cultura digitale sono pronte a fare la rivoluzione sociale del sempre connessi, procedendo ad un vera riterritorializzazione, quando cadono le analisi affrettate di scomparsa nel virtuale, robotizzazione, cybercultura. E' la società in tutte le espressioni ed estensioni che mette in rete digitale le sue relazioni, e quindi persone con persone, cose con cose, persone con cose e cose con persone. Le tensioni che irrisolte si accumulavano nel secolo scorso trovano chiarezza e applicazione curiosamente umanista in un contesto ultracarico di tecnologie con il digitale. Le tecniche e i loro correlati oggetivi infatti magnificano gli individui come persone in una più fine e continua negoziazione del sociale con il culturale, il politico, l'economico.

Intervista all'Editor

Il numero di ARTAKI in cui sarà inserita quest’intervista si intitola “MONDI PARALLELI”, quali vedi intono a te?
Editor: L'effimero attuale di Veltroni, piuttosto che la bufala giornalistica di SecondLife sul web. La strategia politica che si chiama “Veltroni” ripete con lo slogan Pane&Novelle la politica dell'effimero Nicoliniano degli anni settanta (che ebbe pur il merito di tirare fuori dalle case gli abitanti di Roma prigionieri dell'estremismo terroristico), la dilata a dismisura gettando un'ombra fosca su tutta la nostra vita. Vivere di Notti in Bianco è una fuga razionale per i nuovi suddditi.
(bibliografie. Guy Debord La società dello spettacolo per lo "spettacolare integrato"; Marshall McLuhan La galassia Gutemberg per la "tipografia"; Celestin Freinet Nascita di una pdagogia popolare per le "tecniche" senza metodo; )


    Perché “Mondo ai lati”?

    Editor: E' un'idea filosofica di Daniele Gambarara che da anni anima un pezzo dell'Università di Calabria; il Professore e la piattaforma web sono un tutt'uno con il suo impegno di studioso della comunicazione e si integrano con il suo progetto di Corso di Laurea che vede la partecipazione attiva della community degli studenti.




    La comunicazione, cos’è oggi, in questo circo mediatico, continuo e multidirezionale, di informazioni?

    Editor: Non ci si debbono porre in questo momento problemi che rischiano di farci perdere le grandi occasioni del Digitale, nella società che comunica diffusamente e continuamente.




    Saper comunicare cosa vuol dire?
    Editor: Mah, non saprei, non mi pongo problemi di questo tipo. Tutti comunicano con tutti, persone e merci, luoghi e momenti. Forse è meglio che vi poniate il problema dell'informazione che è il campo, mi pare, di vostro interesse primario. La comunicazione non è il telegiornale o il blog, ma i bancomat, i gps-system, le etichette intelligenti (rfid) che fannoradio diffusa, le vigilant camera, le tecnologie che dilatano l'ambiente umano, le protesi che costituiscono il corpo tecnologico.




    Il web, una nuova frontiera in continua evoluzione; meriti e demeriti…

    Editor: Il web è vecchio, ma vigoroso, saggio. La scena attuale gli deve molto (per esempio i suoi protocolli, le dinamiche di community, il concetto stesso di reti aperte), ma la rete delle reti (inter-net) ormai è ben oltre, è tra di noi, letteralmente. Il web in Internet è certo un punto di riferimento e lo rimarrà: basta pensare a Google, del resto, per capirne il senso profondo nella vita del mondo.




    L’interazione è un concetto che pertiene al dialogo tra le persone, subordinarlo al mondo virtuale comporta dei rischi per i rapporti umani…

    Editor: Si confonde la rete col virtuale, dannazione! La rete è anche virtuale, ma solo in parti marginali ed inessenziali. La rete è reale come le strade e i palloni sonda metereologici, niente di più, niente di meno. Questa retorica del virtuale è insopportabile. Il pensare e l'immaginare, il drama e la fabula non li inventa la rete o il digitale – e neanche la televisione o la radio: la caverna di Platone è il virtuale più classico che può chiarirci la valenza del termine nella storia umana. E nella vita delle persone, se proprio volete il virtuale, andate con loro al cinema.




    I mondi che stanno ai lati si incrociano, ma possono procedere anche parallelamente…
    Editor: Il concept di Mondo Ai Lati non è mio, si vede, data la marca filosofica. Nel nostro caso è l'evidente allusione al “mondo dei giovani e degli studenti nell'istituzione scuola”, in genere è l'idea di confine che arricchisce l'idea di spazio comune, mi pare. Di mondi fantastici non m'intendo, m'annoiano tremendamente e neanche sono esperto di mappamondi immaginari: amo la fisicità dei telefonini e dei messenger, dei telecomandi e quando d'inverno vado alla casa al mare accendo il riscaldamento a distanza con gli impulsi bip bip bip e quando apro la porta il calore mi dice le cose misteriose della civiltà di cui godo senza sinistri sensi di colpa.


    Informazione e comunicazione

martedì 9 marzo 2010

[digital editons] elocal.tv in home-chat

walking


[digital editions] Gloria Interactive Movie Cd

http://www.idearium.org/photoshakr
fatto.txt
what we do have done?
materiali.

VIDEO

- acquisizione video da nastro VHS in formato AVI non compresso (oppure mpeg 2)
- divisionedel film in capitoli (ed assegnazione ad ognuno dei timecode (e dei marcatori con premiere)?)
- compressione con codec open-DivX di ognuno dei capitoli e dei contributi con relativo ridimensionamento alla dimensione di 320x40

IMMAGINI

- acquisizione immagini a 600 dpi da originali a stampa
- acquisizione immaginida video
- ottimizzazione dimensioni e risoluzione
- elaborazione grafica per la creazione di:
background di ogni capitolo
elementi per le animazioni
strumenti interattivi

CD-ROM

- incontri preliminarie aggiornamenti periodici con l'Istituto Luce e il Museo del Risorgimento

- ideazione della struttura del CD
- analisi degli standard software di produzione
- verifica della compatibilitàdei software con l'architettura del CD
- opzione per MacromediaDirectorv8.0
- creazione, reperimento e modificadegli script necessari
- controllo periodicodelle dimensioni complessive mediante produzione di releases successive
- ridefinizionedella struttura interna dopo i controlli.

DESCRIZIONE DEI PRODOTTI
Si consegnano due CD-ROM aventi le seguenti caratteristiche:

CD-ROM / GUIDA DEL MUSEO DEL RISORGIMENTO
Il cd rom contiene immaginiin movimento e immagini fisse
Le immagini in movimento sono:

il film GLORIA nella sua versione originale muto spezzoni di filmati, tagli di montaggio, ecc.
Le immagini fisse, contenute in un archivio, sono:

fotografie
materiale documentario di vario genere

Il film è suddiviso in 12 capitoli ognuno dei quali contiene:

una parte del film
spezzoni di filmati ad essacollegati
circa venti immagini tra fotografie e documenti. v
Il CD si configura come un'edizione critica del film GLORIA, pertanto tutti i materiali contenuti in aggiunta ad esso ne sono corredo iconografico e al tempo stesso rimandi filologici, chiose, note a margine, concorrono cioè a formarne l'apparato critico.
Attraverso tutte le immagini in esso contenute il CD racconterà - mostrandola - non solo l'immane tragedia della guerra ma sarà anche il plot narrativo del percorso espositivo della parte dedicata alla Grande Guerra del Museodel Risorgimento allestito nel Vittoriano.
Ogni capitolo ha inizio su nero. In lenta assolvenza compare l'immagine di sfondo che si stabilizza, e riceve l'animazione con il titolo del capitolo, che arriva e scompare.
Poi arrivano i pulsanti e le icone che rimangono; la musica termina e comincia il film.
Durante lo svolgimento del brano del film in assolvenza e in dissolvenza compaiono e scompaiono alternativamente le immagini degli archivi.

Come si usufruisce di questo apparato critico?
Mentre il film scorre, ogni qualvolta ci sia disponibile, l'icona relativa all'archivio dei contributi filmato si illumina. A questo punto -se lo desidera- si può attivare l'archivio e quindi la visione del contributo, attività che mette automaticamente in apusa il film. Quando il contributo termina il film riprende sempre automaticamente il suo percorso.
E' proprio come sospenderela lettura di un testo per andare a leggere una nota.
Si può scegliere di farlo subito con-testualmente oppure leggere tutte insieme le note relative ad un capitolo, alla fine di esso: ma si può anche decidere di non guardarne nemmeno una.
Chiunque abbia un'esperienza anche minima di lettura critica sa che ognuna di queste opzioni è praticabiule e rispettabile.
Lo stesso accade per le immagini fisse, il cui archivio viene parzialmente esibito -con discrezione, per non disturbare la visione di gloria- durante lo scorrimento del film.
Se una di queste fisse desta interesse e ci si vuole soffermare su di essa, basta cliccarci sopra: essa si ferma e si offre all'analisi. Questa attività manda automaticamente in pausa il film -che riprenderà il suo svolgimento ad operazione conclusa- e dà accesso all'archivio delle immagini.
In questo modo l'utente ha la possibilità di accedere interattivamente e liberamente agli archivi preconfezionati dall' "editore scientifico", proprio come il lettore di un testo originale liberamente può accedereall' "archivio" delle note o a quello del corredo iconografico oppure invece decidere di non entrarvi affatto e leggersi tutto d'un fiato il Decameron, per esempio, così come Boccaccio l'ha scritto.
Infatti, se nessuna azione interviene per fermarlo, il filmprosegue il suo svolgimento di capitolo in capitolo, fino alla sua conclusione.
Gli archivi delle immagini,sia fisse che in movimento sono poi ovviamante consultabili "dall'esterno" attraverso i comandi semore presenti sul desk.
Un indice dei capitoli permette - qualora lo si desideri - di raggiungere il punto del film che interessa senza farlo scorrere tutto.

elenco_script.txt
script inclusi nel CD
(funzioni sviluppate mendiante scripting Lingo di Macromedia Director)

TAVOLO
1.
drag e traferimento in primo piano delle immagini (dinamicità e interattività alla visualizzazione dell'archivio d i immagini di ogni capitolo)
2.
apertura dell'archivio di immagini ad alta definizione mediante (trascinamento. gestione quasi fisica del contenuto del CD)
3.
riconoscimento della immagine di riferimento di archivio attraverso l'utilizzo del nome del file (è una procedura automatizzabile)

CAPITOLO
1.
controllo della visualizzazione delle immagini dalla timeline del video digitale. (tutto il CD, si basa sul film ed è prodotto seguendo la metafor a cinematografica)
1/b.
controllo della sincronizzazione tra immagini, contributi e scorrimento del film. pausa, rewind come se si trattasse di un unico nastro (sempre metafora cinematografica)
2.
assolvenza e dissolvenza delle immagini (con controllo dei tempi di asso diss. e rimanenza sullo schermo)

ARCHIVIO
1.
strutturazione dei capitoli per markers, che permettono una facile sostituibilità/rinnovo del materiale (il nome di riferimento per il link resta inalterato)

MENU
1.
utilizzo e adattamento dello script e immagini in risposta alle azioni del Mouse (Active, Rollover, mento della visualizzazione del titolo del capitolo. macromedia di visualizzazion Click, Inactive), con inseri

GESTIONE GENERALE
proiettore "stub" mantiene i file come dir, si può giocare la creazione di file dcr per proteggere il materiale incluso (cosa che i WebCD non permettono !!) controllo del suono, con campionamento e composizione del sonoro nelle parti introduttive ai capitoli ed al menu principale.

STUDIO DELL'ARCHITETTURA DEL CD
struttura per finestre parallele, forget, Activate, Deactivate,(questo è un pò il punto debole, ento della memoria, dobbiamo ottimizzarlo con Nicola)